Il giardino di Bama

Rinvasiamo le pianti verdi

mercoledì 28 marzo, 2018

Rinvaso Piante Giardino Bama Primavera

In queste settimane possiamo rinvasare le piante di casa dando loro un vaso appena più grande, a del terriccio nuovo. È utile farlo ora perché la pianta, con l’allungamento delle giornate e la maggiore temperatura, tende a risvegliarsi e ha bisogno perciò di trovare nuovo spazio per le radici e nuovo nutrimento dal terreno.

È un’ottima opportunità per scegliere un contenitore più bello e funzionale. Se la pianta è grande possiamo anche dotarla di un carrello che ci consenta di spostarla con facilità quando dobbiamo pulire o soltanto per regalarle, durante il giorno, più luce. Il vaso che scegliamo deve offrire la massima stabilità alla pianta e deve essere dotato di sottovaso. Attenzione dunque ai vasi molto alti e stretti, spesso belli da vedere, ma dotati di una base di appoggio troppo piccola per sostenere una pianta alta o pesante. Usiamoli con sicurezza se possiamo porvi intorno altri vasi che ne impediscano la caduta. I vasi a base quadrata sono generalmente di più facile collocazione e assicurano una capacità di terriccio superiore, a parità di volume occupato, rispetto a quelli tondi. Se la pianta di casa è mediamente piccola, optiamo per quelli a riserva d’acqua: sono più facili da gestire e le piante stanno meglio, anche e soprattutto durante le settimane più calde. Se abbiamo più piante nello stesso vaso e sono giustamente cresciute, consideriamo la possibilità di dividerle per dare a ognuna un po’ di spazio in più. Consideriamo sempre che la crescita della pianta non dipende dalla quantità di terra che le mettiamo a disposizione, ma dalla sua qualità: Inutile perciò fornire alla pianta un vaso molto grande sperando che così cresca più in fretta. Forniamole invece terriccio di qualità e, dopo il rinvaso, iniziamo a concimarle perché abbiano tutto il nutrimento di cui hanno bisogno.

Marzo pazzerello e le nostre piante

mercoledì 14 marzo, 2018

Marzo Brina Giardino Bama

Che il mese di marzo non sia il mese più “affidabile” dal punto di vista meteo, si sapeva; da qui ad avere giornate primaverili seguite da neve e gelo però ce ne corre.

Si dice che il problema sia da attribuire ai cambiamenti climatici. E forse è vero, ma è un fatto che non è facile capire come muoversi in giardino e in terrazzo. Sicuramente la nostra voglia di primavera ci fa essere impazienti, ma è anche vero che le piante paiono rispondere al clima con la nostra stessa impazienza. Sono bastate due giornate di sole per vedere le gemme aprirsi, salvo poi rimanere “congelate” dall’improvviso freddo siberiano.

Credo che anche le piante abbiano le loro difficoltà nell’adattarsi a questo clima pazzerello. Alcune di loro sono state rovinate più dall’ultima ondata di gelo che non dall’intera stagione invernale.

Consoliamoci pensando al caldo che ci aspetta e prendiamo le dovute contromisure. Tra qualche settimana già avremo caldo. Attendiamo ancora un po’ prima di acquistare piante da fiore e da orto. Per i pomodori, le melanzane, i peperoni, dobbiamo attendere che la temperatura minima notturna sia stabilmente sopra i 15°. Inutile acquistarli ora: non crescerebbero.

Se vogliamo anticipare un po’ la stagione possiamo solo seminare nella serretta, ben chiusa o, se abbiamo spazio, in casa sui davanzali delle finestre.

Nel frattempo però possiamo concentrarci sui vasi, senza aspettare l’ultimo momento. Cerchiamo quelli più validi per il nostro terrazzo, procuriamo il terriccio, il concime e tutto il necessario. Iniziamo col vuotare i vecchi vasi dal terriccio ormai esausto (la terra va restituita alla terra, non gettata nell’umido), laviamoli molto bene per eliminare qualsiasi possibile larva e acquistiamone di nuovi, prevedendo una possibile disposizione e immaginando già le piante che vi vorremo coltivare.

Con le idee chiare risparmieremo tempo e denaro.

Anche una lampadina può servire

venerdì 23 febbraio, 2018

Lampade per Piante da interno

I mesi invernali sono caratterizzati da una scarsa luminosità ambientale; il giorno è più corto e la luce del sole che arriva alla nostra latitudine è inferiore. Per questo le nostre piante di casa possono soffrire, venendo a mancare proprio l’attività di fotosintesi su cui basano la produzione di zuccheri utili per la vita.

Posizionare le nostre piante di casa vicino alle finestre è sempre la cosa migliore, ma non sempre è possibile e per alcune di esse, anzi, vorremmo che potessero arredare convenientemente un angolo lontano dalle normali fonti di luce.

Possiamo ovviare a questo inconveniente fornendo alla pianta una sorgente di luce artificiale. Questa, per quanto luminosa, non offrirà mai lo spettro di luce tipico del sole, ma può, ciò non di meno, aiutare la pianta a crescere.

Le lampadine convenzionali hanno generalmente una luce che interviene nella parte rossa o blu dello spettro. Anche le lampade cosiddette “sunlight” hanno uno spettro molto limitato rispetto a quello solare, anche se vi ci si avvicinano molto.

Possiamo comunque dotare le nostre piante di una lampada che ne supporti la crescita anche durante la brutta stagione. Sul web non è difficile trovare lampade, anche a led, costruite per questo scopo. Se ne adottiamo una teniamola accesa per qualche ora al giorno, cercando di riprodurre con l’illuminazione, la normale lunghezza del giorno.

Un sonno solo apparente

lunedì 5 febbraio, 2018

Piante e Inverno Forsizia

È luogo comune pensare che le piante in inverno entrino in una sorta di letargo, arrestando ogni tipo di processo vitale in attesa della bella stagione. Ma non è così e anche se la letteratura ci presenta alberi spogli e rami secchi, nella realtà durante l’inverno le piante non smettono di essere vive..

Il freddo però ne rallenta i processi spostando l’attività a livello delle radici. Questo fenomeno, così come la caduta delle foglie in autunno, è un sistema di difesa contro il freddo messo in atto dalla natura.

Accorciandosi le giornate e diminuendo la luce disponibile per la fotosintesi, il sistema di produzione degli zuccheri basato sulla clorofilla diventa poco efficiente, mentre diventa prioritario difendere gli organi della pianta dal freddo.

Per questo si inspessisce la corteccia, si lasciano cadere le foglie e si lascia che secchino i rami più deboli, quelli che sarebbero facilmente soggetti a congelamento, concentrando le attività a livello delle radici che, approfittando della naturale umidità del terreno, fanno scorta di elementi utili.

Noi abbiamo l’impressione che la pianta dorma, ma in realtà sta lavorando per prepararsi a un nuovo periodo vegetativo. Ce ne possiamo facilmente accorgere osservando con un po’ di attenzione le piante che ci circondano in giardino.

Quasi ovunque vedremo delle gemme sui rami, gemme che fino a qualche settimana fa non erano assolutamente visibili e che ora invece paiono essere pronte ad aprirsi. Le piante a fioritura primaverile, come la forsizia o la magnolia o la camelia, hanno già le gemme ben ingrossate; altre le renderanno visibili nelle prossime settimane, segno di un lento ma instancabile lavoro della pianta.

Già dalla fine di questo mese potremo provare a raccogliere alcuni rami di forsizia e metterli in acqua in casa; il calore dell’ambiente farà probabilmente aprire le gemme regalandoci una fioritura anticipata e una promessa di primavera.

Raccogliamo i semi

lunedì 6 novembre, 2017

Raccolta Semi | Il Giardino Di Bama

Il periodo è propizio per raccoglier i semi delle nostre piante più belle, ma anche di quelle del vicino o che crescono nel prato. Procuriamoci per questo dei sacchettini di carta (sono i più pratici); escludiamo sicuramente quelli di plastica che non fanno respirare i semi e li inducono a marcire in breve tempo. Sui sacchetti di carta potremo inoltre scrivere facilmente il nome della pianta a cui abbiamo “rubato” i semi: ci servirà da promemoria al momento giusto.

Possiamo concentrare la nostra raccolta sulle piccole piante da fiore con cui ornare giardini e terrazzi, ma possiamo estendere la nostra raccolta anche alle piante dell’orto. Pomodori, melanzane, peperoni possono essere riseminati con grande successo e un notevole risparmio. Le piantine ottenute dai semi delle nostre piante sono in qualche modo già predisposti al nostro clima e al nostro terreno e hanno perciò una marcia in più rispetto a qualsiasi altra pianta acquistata in vivaio.

I semi secchi (pensiamo a quelli della Bella di notte ad esempio), possono essere conservati nelle bustine di carta così come sono. Quelli estratti dal pomodoro o dalla zucca invece, sono umidi e vanno prima lasciati asciugare per qualche giorno all’aperto, posandoli su un foglio di carta. Non mettiamoli al sole per velocizzare l’operazione: ci basterà smuoverli di tanto in tanto. Quando saranno ben asciutti li conserveremo in sacchetti di carta in casa: a febbraio avremo a disposizione semi per riempire qualsiasi orto e giardino.

Un autunno molto caldo

lunedì 16 ottobre, 2017

Autunno caldo e soleggiato | Il Giardino di Bama

Una volta si diceva di marzo; oggi, dal momento che “non ci sono più le stagioni” possiamo dirlo di quasi tutti i mesi. È un fatto che un giorno fa freschino e un altro sembra tornare il caldo…

Le piante reagiscono come noi a questo altalenarsi di temperature; talvolta facendo cadere le foglie in anticipo, talvolta tornando a fiorire. Passato il gran caldo estivo, e piante sono tornate da alcune settimane a vegetare, mettendo nuove foglie e, in alcuni casi, anche nuovi fiori.

I rosai, che avevano quasi arrestato la loro crescita a luglio-agosto, oggi si sono riempiti di nuovi getti con foglioline nuove e dei piccoli boccioli tardivi che presto ci faranno parere di essere tornati a primavera. Per il momento la temperatura non è tale da preoccuparci e possiamo attendere ancora un poco prima di ritirare le piante più delicate in casa o in serra, o per proteggerle dal freddo. Vale invece la pena controllare (soprattutto sui terrazzi) che il terreno rimanga umido e fornire alle nostre piante, sia quelle del giardino sia di casa e del terrazzo, un poco di fertilizzante per sostenere il loro ultimo sprazzo di crescita e rinforzarle prima della brutta stagione. Possiamo usare i concimi liquidi, ma anche distribuire sul terreno, coprendolo con un poco di terra, del letame sfarinato o pellettato.

Togliamo comunque tutte le foglie brutte o i rami secchi o danneggiati: indurremo le nostre piante a produrne di nuovi.

Wie viele Pflanzen in einer Handvoll Boden!

lunedì 16 ottobre, 2017

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Sagen wir es bald, daß “fotographische” Bedürfnisse sicherlich eine unnatürliche Konzentration der Pflanzen für ein reines ästehetisches Ziel auferlegen, aber Sie werden uns sicher verzeihen: auch die schönsten Top-Modellen werden geschmückt, um noch schöner als sie sind auszusehen!

Das gesagt, öffnet Ihre freundliche Frage ein interessantes Thema, darauf es richtig ist, einige Wörter zu schreiben.

Am Ersten: wieviel Boden braucht eine Pflanzee? Wenig, sehr wenig, weniger als wir denken, weil die Rolle des Bodens strategischer als funktional ist.

Damit Sie sich nicht um diese Aussage kümmern, laden wir Sie ein, die Größe einiger Bäume im Hochgebirge in Betracht zu ziehen: Kiefern und Tannen von 10-20 Metern die auf sehr begrenzten Mengen und Tiefen des Bodens leben. Der Boden, der die Bergfelsen bedeck, ist wirklich sehr wenig,

Der Boden spielt eine verschiedene Rolle als diejenige , die wir uns vorstellen können: es ist ein wundervolles 24 Stunden/365 Tage operatives Chemielabor, das das Pflanzenmaterial in so kleine Komponente umwandeln kann, die mit Wasser verteilt und dann von den Wurzeln absorbiert werden.

Eine zweite Frage wirft als offenschtlich auf: aber wie viel konsumiert eine Pflanze? Wenig, sehr wenig. Lassen Sie uns zurück an unsere Tanne auf hohem Berg denken, um eine Idee zu haben. Die

Sechzehn Elemente , die für das Leben einer Pflanze notwendig sind ( Stickstoff, Kalium, Phosphor usw.) werden von der Pflanze in minimaler Menge “ absorbiert” und verwendet. Wir sprechen über Milligramm und in vielen Fällen von Mikrogramm.  Einige dieser Elemente sind nicht verbraucht:  sie sind nur als Katalysatoren notwendig, um die Zucker zu produzieren, die die Pflanze braucht.

Im hydroponischen Anbau ( Hydrokultur, um es einfacher zu sagen) existiert der Boden nicht: Pflanzen wachsen und wachsen gut in einer Lösung, wo alle notwendige Elemente sind. Die Wurzeln klammern sich an lebloses Material, wie Lehm oder Kies, nur für die einzige Funktion von Nahrung.

Auf jedem Fall, um ein schönes Bild zu schaffen, gibt es kein Grund, dafür eine Pflanze schön, gesund und produktiv in einem minimalen Raum des Bodens wachsen kann. Vor kürzem habe ich eine Dracena von mehr als 2 Metern mit Blättern länger als 80 cm ( was wir sicherlich eine schöne Pflanze definieren würden) gesehen, die seit mehr al 20 Jahren in einem Topf mit einem Durchmesser  von 30 cm gewachsen ist, wo nur 2/3 Gläser von Boden sein können, wenn man am Raum der Wurzeln nachdenkt. ( Außerdem habe ich sie an einer Tankstelle gesehen, deshalb in einem Raum, das wegen der anwesenden Dämpfen sehr giftig ist – Wunder der Natur!).

Die Notwendigkeit, den Pflanzen des Gemüsegartens und den Zierpflanzen normalerweise einen richtigen Platz zu geben, ist aus zwei Gründen: um zu vermeiden, daß die Pflanzen sich gegenseitig begrenzen und ihnen eine Korrekte Belüftung zu gewähren. Die fehlende Belüftung erhöht die Feuchtigkeit und verursacht z.B. Pilzkrankheiten. Beide Probleme lösen sich jedoch: wir können die Belichtung durch die Verwendung einiger einfacher reflektierenden Platten verbessern und die Belüftung zwingen, so daß die Mikroklima und die verursachte Feuchtigkeit unter der kritischen Schwelle gehalten werden können. Alle Geräte, die bei Gewächshäuse verwendet werden. Z.B. werden die Melonen, die viele Quadratmeter von Boden erfordern, heute vertikal im Gewächshäuse angebaut, wo die Äste befestigt und die Früchte in hängenden Drahtgärten getragen werden.

Warum sind Ihre Pflanzen nicht so schön und fruchtbar? Schwer von fern  zu sagen. Vielleicht – so daß es Sie ein wenig trösten kann – aus dem gleichen Grund, dafür mein Basilikum dieses Jahr so arm ist, während dasjenige meines Nachbars eine Wunder ist ( aber meine Rosen sind schooner!).

Wir können nich alles verstehen, aber wir gern mit Leuten reden, die wie Sie und wir lieber und lieber verstehen möchten.

How many plants in a handful of soil!

lunedì 16 ottobre, 2017

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Let’s say soon that “photographic” needs certainly impose an unnatural concentration of the plants for a pure aesthetic goal, but you will pardon us for sure: the most beautiful top models are made up to be even more beautiful than they really are!
Said this, your kind question open an interesting topic on which it is right to write some words .

First of all: how much soil does a plant need to grow up? A few, very few, less that we think because the role of the soil is more “ strategic” than functional.
In order for you not to worry about this statement, we invite you to consider the sizes of certain trees in high mountain: pines and firs of 10-20 meters that live on a very limited quantities and depths of soil. The soil that covers the mountain rocks is so few that it would make us give up building our own vegetable garden.

The soil, the top soil play a different role than the one we are used to think of: it is a wonderful 24 hours and 365 days operative chemical laboratory, able to transform the vegetable material into such small components that they can be spread by water to be absorbed by the roots.

A second question raises as obvious: but how much does a plant consume? Few, very few. Let’s think back to our fir on high mountain to have an idea.
The sixteen elements that are necessary for the life of a plant ( Nitrogen, Potassium, Phosphorus etc) are “ absorbed” and used by the plant in minimum quantities: we talk about milligrams and, in many cases of micrograms. Some of these elements are not either consumed: they are necessary only like catalysts to produce the sugars the plant needs.
In the hydroponic cultivation ( hydroculture to make it simpler) the soil does not exist: plants grow and grow up well in a solution where all the necessary elements are. The roots cling to lifeless material, like clay or gravel, only for a sole function of sustenance.

Going back to us, apart from the “photographic” needs to create a beautiful image, there is no reason why a plant can’t grow up beautiful, sane and productive in a minimum space of soil. I have recently bumper into a dracena of more than 2 meters with leaves longer than 80 cm ( what we will surely define a beautiful plant) that have grown for more than 20 years in a pot with a diameter of 30 cm, where, considering the space taken by the roots, only 2/3 glasses of soil can stay. (By the way, I have seen it at a gas station, in a space that, for the present vapors, is even very toxic – wonders of Nature).

The necessity to give normally a correct space to the plants of the vegetable garden and to the ornamental ones is due to 2 reasons: to avoid that the plants cover each other limiting the exposure and grant a sufficient space among the plants for a correct ventilation. The lacking ventilation increases the level of humidity and causes, for examples, fungal diseases.

Both problems can be however solved: we can improve the exposure by using some simple reflecting panels so that the plants can receive the light from all sides and a minimal forced ventilation that can keep the microclimate and the caused humidity under the critical threshold. All devices that are usually used in greenhouses. For example the melons, which would require many square meters of soil, are grown today vertically in green house, by fastening the branches and sustaining the fruits in hanging wire gauzes.

Why are not your plants so beautiful and fertile? Difficult to say at distance. Maybe – therefore you console yourself a little bit . for the same reason why my basil is this year so poor, while my neighbor’s one is wonderful ( but my roses are more beautiful). We can not understand all, but we like to talk with people who, like you and us, would like to understand and do better and better.

Quante piante in un pugno di terra!

lunedì 25 settembre, 2017

Kit Fioriera Orto Di Bama

Di quanta terra ha bisogno una pianta per crescere? Poca, pochissima, meno di quanto si pensi perché il ruolo della terra è più “strategico” che funzionale.

Ad esempio, pini e abeti alti dieci-venti metri vivono su una quantità e una profondità di terreno limitatissime. La terra che ricopre la roccia in montagna è talmente poca che ci farebbe desistere persino dal costruirci il nostro orto.

La terra, il terriccio, in realtà svolge un ruolo diverso da quello a cui siamo abituati a pensare: è un meraviglioso laboratorio chimico, operativo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, capace di trasformare la materia vegetale e minerale in componenti tanto piccoli da poter essere veicolati dall’acqua per essere assorbiti dalle radici.

Sorge naturale una domanda: ma quanto “consuma” una pianta? Poco, pochissimo. Ripensiamo al nostro abete in alta montagna per farcene un’idea. I sedici elementi necessari per la vita di una pianta (Azoto, Potassio, Fosforo e via via tutti gli altri) vengono “assorbiti” e utilizzati dalla pianta in quantità minime: si parla di milligrammi e, in molti casi, di microgrammi. Alcuni di questi elementi non vengono nemmeno consumati: servono solo come catalizzatori per produrre gli zuccheri di cui la pianta necessita.

Nella coltivazione idroponica (idrocoltura per semplicità) la terra non esiste: le piante crescono e crescono bene in una soluzione in cui sono presenti gli elementi necessari. Le radici si abbarbicano a materiale inerte, come l’argilla o la ghiaia, per una sola funzione di sostentamento.

Nella foto qui sopra dove mostriamo il kit di fioriere “Orto di Bama”, fatte salve le esigenze “fotografiche” di creare una bella immagine, non c’è alcun motivo per cui una pianta non possa crescere bella e sana e produttiva in uno spazio minimo di terra. Recentemente mi sono imbattuto in una dracena dell’altezza di oltre due metri con foglie lunghe più di 80 cm (quello che definiremmo veramente una bella pianta) che cresceva forse da vent’anni in un vaso di meno di trenta centimetri di diametro in cui, considerando lo spazio occupato dalle radici, ci possono stare forse due-tre bicchieri di terra (per inciso, l’ho vista da un benzinaio, un ambiente che, per i vapori presenti, è anche di per sé molto tossico – meraviglie della Natura).

La necessità di fornire normalmente alle piante dell’orto come a quelle ornamentali un giusto spazio sta in due ragioni: evitare che le piante si coprano a vicenda limitando l’esposizione e fare in modo che vi sia tra le piante uno spazio sufficiente per una corretta ventilazione. La mancata ventilazione aumenta il livello di umidità e induce, ad esempio, malattie fungine.

Entrambi i problemi sono, volendo, risolvibili: si può migliorare l’esposizione sfruttando dei semplici pannelli riflettenti in modo che le piante possano prendere luce da ogni lato e una minima ventilazione forzata che mantenga il microclima e l’umidità che comporta intorno alle piante sotto la soglia critica. Tutti espedienti che vengono normalmente sfruttati nelle serre. I meloni, ad esempio, che richiederebbero molti metri quadrati di terra, vengono oggi coltivati in serra in verticale, legando i rami e sostenendo i frutti in reticelle pensili.

Kit Fioriera Orto di Bama

Come raccogliere il basilico

mercoledì 12 luglio, 2017

Basilico | Il Giardino di Bama

Chi non ha almeno una piantina di basilico da usare fresco nelle proprie ricette? È un piacere vederlo crescere rigoglioso e fare tante foglie profumate. E ha bisogno di così poco: tanto sole e acqua regolare.

Quando desideriamo utilizzarne le foglie, iniziamo sempre col prendere la cima. Si spezza facilmente con le dita e non servono le forbici. Non temiamo con questo di limitare lo sviluppo della pianta; cimandola tende a produrre nuovi fusti e a ingrandire le foglie rimanenti. Inoltre, cimandola, impediamo che faccia il fiore cosa che fa invecchiare la pianta in poche settimane. Inoltre, se prendiamo delle foglie grandi (quelle alla base sono le più grandi) non prendiamone mai per più del 50% di quelle disponibili o indeboliremmo la pianta che faticherebbe a riprendersi.

Se desideriamo raccoglierlo tutto per conservarlo, facciamolo al mattino presto, quando gli oli essenziali sono maggiormente presenti nelle foglie. Laviamolo e congeliamolo subito: se, invece dei sacchetti, usiamo una scatola di polistirolo (quelle che si usano per i gelati) ed evitiamo di premerlo, le foglie congeleranno e rimarranno più facilmente disponibili per lungo tempo.