Il giardino di Bama

Una rosa sul terrazzo

mercoledì 25 maggio, 2016

Coltivare una rosa in vaso non solo è possibile, ma anche più facile di quanto immaginiamo. La rosa è una pianta molto robusta che ha bisogno solo di un terreno ideale e una buona esposizione alla luce del sole. Fondamentale è la scelta del vaso che deve essere soprattutto alto: le radici della rosa si sviluppano in profondità più che in larghezza. Scegliamo perciò un vaso con un’altezza non inferiore a 45 cm: va bene il vaso Terra, l’Hedera, ma soprattutto il Piramide e il Roma (che per la sua forma semicircolare è ideale per essere appoggiato a una parete).

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Un fiore inaspettato

mercoledì 11 maggio, 2016

Lo vediamo in queste settimane nei parchi cittadini e a fianco delle strade fiorito in modo insolito, bello da vedere, quanto originale. Ci riferiamo all’Albero di Giuda, il cui nome botanico è Cercis siliquastrum. La sua insolita caratteristica non sta tanto nel fatto che fiorisce prima di produrre nuove foglie, cosa non comune, ma nemmeno rara (pensiamo alla magnolia o alla forsizia), quanto al fatto che i fiori, rosa, lilla o bianchi, spuntano direttamente dalla corteccia dei rami e del tronco decorandolo in modo veramente unico. I suoi frutti sono altrettanto curiosi: si tratta di baccelli pendenti che rimangono sulla pianta per tutto l’inverno e lasciano il posto proprio ai fiori.

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Tutti i colori della primavera

mercoledì 4 maggio, 2016

Il tulipano è forse il fiore che più di ogni altro sa esprimere con i suoi colori tutta la forza della Natura che a primavera si rinnova. Pare persino impossibile che da un piccolo bulbo possa nascere un fiore tanto perfetto, ritto, carnoso, coloratissimo. Il suo successo è stato tale da far sì che i vivaisti olandesi ne producessero talmente tanti e diversi da imporre una classificazione che oggi prevede 15 gruppi distinti, diversi per forma, dimensioni, caratteristiche. Ve ne sono a fiore semplice, a fiore doppio, a fiore sfrangiato, a tinta unita oppure variegati. Il bello di questi fiori è anche che, così come altre bulbose primaverili, riescono a superare l’inverno anche più ostile per presentarsi in tutta la loro bellezza appena l’aria si riscalda e le giornate si allungano.

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Il mio orto verticale

martedì 26 aprile, 2016

Farsi un orto sul balcone può essere molto difficile se lo spazio è ridotto a una piccola striscia sospesa o il terrazzo ci serve come locale per pranzare, far giocare i bambini, far scorrazzare il gatto. Una soluzione può venire dall’idea di sfruttare l’altezza invece della larghezza. Poter impilare su più livelli i vasi ci permette di moltiplicare lo spazio utile e coltivare sostanzialmente quello che vogliamo sfruttando al meglio l’esposizione.

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Avere dei vasi capaci a più altezze può rappresentare un problema, ma sfruttando l’impilabilità delle fioriere Brick il problema è risolto nel modo più semplice.

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Come la Vispa Teresa tra i fiori

martedì 26 aprile, 2016

La Vispa Teresa avea tra l’erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta…

Dovremmo tutti fare, ogni tanto (non sempre magari) essere un po’ come Vispa Teresa, il personaggio della poesia composta nel 1850 da Luigi Sailer e diventata, come diremmo oggi, un best seller, in cima alle classifiche per decenni. Non si chiede ovviamente di saltellare tra l’erbetta, cosa magari che  a una certa età ci può risultare difficile e forse anche pericolosa. Quanto piuttosto di sorprenderci più spesso di fronte alle meraviglie che ci offre anche un semplice prato in fiore.

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Quand’è stata l’ultima volta che ci siamo soffermati ad osservare e a considerare il numero e la varietà di specie che vi crescono? Lo chiamiamo prato, ma quante specie lo compongono? E questi numerosi fiorellini che di tanto in tanto occhieggiano tra il verde o, in alcuni casi, creano macchie vistose e inaspettate tra l’erba? Cosa sappiamo di queste piante? Si dirà: sono piante minori, spontanee, forse primitive. La nostra attenzione va alle specie coltivabili, dalla fioritura definita, dall’effetto scenico calcolabile…

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DEVO CAMBIARE LA TERRA AI VASI?

martedì 22 marzo, 2016

Ogni anno la domanda per chi ha un balcone o un terrazzo è sempre la stessa: bisogna cambiare la terra dei vasi prima di piantarvi delle nuove piante? E le fioriere, quelle che contengono arbusti e alberelli, come le devo trattare?

Ecco i nostri consigli. La terra dei vasi, specialmente di quelli più piccoli, appare particolarmente sfruttata e andrebbe perciò sostituita completamente.

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Ricordiamo che nel vaso non possono avvenire quei delicati processi di rigenerazione che invece avvengono naturalmente in piena terra. Il terriccio risulta perciò ampiamente sfruttato dalle precedenti colture e dilavato dall’acqua: non contiene quasi più sostanze nutritive utili, né minerali preziosi per la vita delle piante. Meglio dunque sostituirlo in toto.

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Per i vasi un po’ più grandi (30-40 cm di diametro) si può invece optare per una sostituzione parziale. L’ideale per questo è rovesciare l’intero contenuto del vaso su un foglio di plastica, mescolarlo con terriccio nuovo di buona qualità in ragione del 50%. Per dare maggiore consistenza e struttura al terreno possiamo aggiungere anche un 10% di torba e alcune manciate di letame pellettato. Il mix così ottenuto può essere utilizzato per riempire nuovamente i vasi: il risparmio è evidente.

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UN GIARDINO DI TULIPANI

martedì 15 marzo, 2016

I tulipani sono tra i fiori che vantano il maggior numero di ibridazioni e incroci.

Ogni anno i vivaisti olandesi, specializzati da sempre in questa attività, propongono tulipani sempre nuovi, sfrangiati, bicolori, alti o bassi, più o meno persistenti.

C’è un posto, nel Nord Italia, vicino a Torino, dove i tulipani “nuovi” si mettono in bella mostra. Parliamo del Castello di Pralormo dove ormai da molti anni si tiene, nel mese di aprile, si tiene la manifestazione “Messer Tulipano”.

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UNA PRIMAVERA INASPETTATA

martedì 8 marzo, 2016

Il clima di quest’anno è decisamente imprevedibile. Siamo a febbraio, ma le mimose sono già fiorite, i pruni si stanno riempiendo di fiorellini rosa, le ortensie e le rose stanno già buttando.

Sia le piante in terra, sia quelle in vaso sono già uscite dal loro sonno invernale e si apprestano a produrre foglie e fiori. Saremmo persino tentati di procurarci già dei fiori e abbellire il terrazzo.

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I garden center sono già pieni di proposte: sono già pronte le piantine di pomodoro, di peperone, i gerani e le piante da fiore. Noi consigliamo prudenza: non lasciamoci prendere da facili entusiasmi. Una delle variabili importanti ai fini della coltivazione di qualsiasi pianta è il fotoperiodo, ovvero la lunghezza del giorno.

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Al di là del fatto che possiamo avere delle giornate con temperature primaverili, ricordiamoci che la notte è ancora giustamente fredda e comunque le ore di luce sono ancora insufficienti per la maggior parte delle piante.

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UNA CIOTOLA DI CROCHI

martedì 1 marzo, 2016

Il croco è una bulbosa tra le prime a fiorire; appena avverte, dopo il freddo invernale, un cambio di temperatura, eccolo spuntare, anche attraverso la neve e aprire le sue larghe corolle viola, gialle o bianche.

Il meccanismo che fa “scattare” la fioritura è proprio la variazione di temperatura: dopo aver “sentito” il freddo invernale, la pianta interpreta come primaverile un aumento della temperatura e quindi germoglia e fiorisce.

È grazie a questo che è possibile far fiorire in qualsiasi stagione le bulbose primaverili; si chiama forzatura e possiamo sfruttarla anche noi per farci una ciotola di crochi o di un’altra pianta in casa.

Non ci sarà difficile infatti trovare nei garden center o nei vivai dei bulbi “frigoconservati”, tenuti cioè rigorosamente al freddo in un ambiente che riproduce la temperatura invernale. Ci basta portarli a casa e interrarli in una ciotola riempita con terriccio umido (non bagnato, mi raccomando, altrimenti i bulbi marciscono).

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Mettiamo i bulbi vicini, vicini, senza preoccuparci tropo della distanza consigliata. Mettiamo la ciotola in buona luce: al caldo della casa presto vedremo spuntare i germogli e da essi il fiore. A noi toccherà solo mantenere il terreno umido, spruzzando sulla superficie dell’acqua.

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UNA FIORIERA PER L’INGRESSO

martedì 23 febbraio, 2016

Spesso, troppo spesso, gli ingressi dei condomini appaiono tristi, freddi, disadorni.

Si tenta allora di renderli più belli e signorili aggiungendo una o due piante che spesso nessuno cura (o, al contrario, si curano troppo) e che finiscono per dare un aspetto ancora più triste al locale. Si usano poi delle piante di tipo tropicale, come il Ficus o la Kentia, che fanno volume, ma che amano ambienti mediamente caldi e umidi. Se l’ingresso non è riscaldato è l’ambiente meno adatto, perché normalmente freddo e percorso da forti correnti d’aria.

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I vasi poi, sono una vera tragedia: forse per questione di economia, forse per cattivo gusto, nella maggior parte dei casi si usano i vasi più brutti, dimenticando che devono rappresentare essi stessi un elemento di arredo. Insomma, secondo noi, gli ingressi meriterebbero un po’ di attenzione in più.

La fioriera Brick di Bama ci offre a riguardo una splendida opportunità: i vasi, impilati contro una parete ben illuminata, possono accogliere delle vere aiuole di piante verdi e fiorite.

BRICK - kit 5 fioriere componibili

Un giusto mix di piante ricadenti (l’edera o il classico e “indistruttibile” potos ad esempio) e di piante erette (adesso possiamo piantarvi le primule, ma anche dei veri arbusti come le azalee) creeranno un effetto “parete” assolutamente spettacolare.

BRICK - kit 5 fioriere componibili

Non solo: il sistema di irrigazione delle fioriere impilate è tale da consentire ad ogni vaso di avere la giusta riserva d’acqua semplicemente bagnando il vaso più in alto. Poca manutenzione significa maggiore facilità di conservazione e quindi minori spese e certezza del risultato.