Il giardino di Bama

Un bagno immerso nel verde

mercoledì 15 marzo, 2017

Un bagno immerso nel verde | Il Giardino di Bama

A chi non piacerebbe fare il bagno o la doccia contornati da una ricca vegetazione? Eppure basta molto poco: ci basta avere un bagno mediamente luminoso dove la luce possa filtrare per alcune ore al giorno. E ovviamente dei vasi adatti, meglio se a riserva d’acqua.

Il bagno è la stanza normalmente più umida e per questo è ideale per far vivere piante di origine tropicale come il filodendro, il potos, il gelsomino, la dracena, ma anche le felci.

Possiamo semplicemente cominciare con una pianta di potos, di poco costo e vedere nelle prossime settimane come si comporta. In questo periodo forse crescerà poco, ma a noi basta sapere che abbia abbastanza luce e possa facilmente ricadere o arrampicarsi su un qualsiasi sostegno.

Se vediamo che la nostra pianta vive bene possiamo allora pensare di mettere qualche pianta più grande, se abbiamo lo spazio, oppure di far arrampicare il nostro potos su un graticcio da mettere a ridosso della vasca da bagno come un separé, o ai lati della specchiera.

Vaso “Fontana”

lunedì 20 febbraio, 2017

Vaso Fioriera "Fontana"  | Bama Group

Il kit Fontana prevede tre ciotole di dimensioni diverse, da 30 a 50 cm, perfette per creare un angolo fiorito dovunque lo si desideri. Si monta in pochi minuti senza bisogno di attrezzi ed offre una capacità di quasi 30 litri, utile per coltivare piccole piante da fiore, ma anche aromatiche. Interamente realizzata in resina riciclabile al 100%, si avvale di speciali supporti di sostegno dei vasi che si incastrano nei vasi stessi assicurandone la massima stabilità.

Le ciotole possono essere usate singolarmente, ma è in combinazione che permettono di realizzare composizioni di grande effetto sia pure in uno spazio contenuto. Appoggiata a terra o al centro di un tavolo in giardino, la Fontana diventa un oggetto di arredo unico nel suo genere che non passa certo inosservato.

Resistente nel tempo
Le materie prime utilizzate garantiscono la durata di queste ciotole per molti anni. Il trattamento anti-UV, in particolare, preserva i vasi dai raggi del sole e ne mantiene inalterato il colore. Lasciata in esterno tutto l’anno, la Fontana resiste a temperature fino a -20° C senza screpolarsi o spezzarsi. La larga base assicura la stabilità dell’insieme che, anche pieno, non si ribalta.

Facile anche da annaffiare
Le due ciotole più piccole sono dotate di fori di drenaggio. Questo permette, quando si bagna la ciotola più in alto, di far cadere l’acqua in eccesso nella ciotola sottostante, permettendo così di annaffiare i tre vasi con una sola operazione. La profondità della ciotola più grande (quasi 16 cm) permette la coltivazione di qualsiasi pianta da fiore, dai tradizionali gerani alla lavanda, dall’erica alle petunie.

Possiamo utilizzare la Fontana anche per la coltivazione di piante aromatiche che, disposte su più livelli, godranno sempre della migliore esposizione senza limitarsi l’un con l’altra. In questo modo possiamo creare un angolo in cui concentrare le piante utili in cucina, dal rosmarino ai peperoncini, dalla salvia al basilico, all’origano: un angolo molto profumato che ci offrirà anche il vantaggio di tenere lontani i parassiti dalle altre piante.

La fioriera “Brick”

lunedì 6 febbraio, 2017

Bama - Fioriera componibile Brick

Le fioriere Brick sono l’idea che non c’era: grazie alla loro componibilità permettono di realizzare elementi di separazione, giardini verticali, per delimitare gli spazi in giardino, creare percorsi o arredare angoli vuoti. Il kit comprende cinque fioriere da 59x23x27 cm ognuna che possono essere facilmente impilate a piacere seguendo linee rette o curve, secondo il disegno e l’altezza desiderate. Un sistema di autoirrigazione e riserva d’acqua rende molto semplice prendersi cura di questa composizione: basta infatti bagnare il vaso più alto per veder distribuita l’acqua su tutti i vasi.

Bama - Fioriera componibile "Brick"

Un gioco da ragazzi
Le fioriere Brick si impilano e si compongono come in un gioco di costruzioni. Il sistema brevettato che le caratterizza ne permette infatti l’assemblaggio, senza attrezzi, in qualsiasi posizione. In pochi minuti è possibile disporle per formare un separé, creare una zona riservata del giardino o nascondere la zona di compostaggio. Possiamo utilizzarle per creare un giardino o un orto verticale, dividere due terrazzi confinanti, arredare l’ufficio o abbellire l’ingresso. Le fioriere possono essere assemblate seguendo una qualsiasi linea retta o curva e fino all’altezza desiderata: non ci sono limiti alla fantasia e il loro utilizzo permette di risolvere in pochi minuti qualsiasi progetto abbiamo in mente.

Bama - Fioriera Componibile "Brick"

Un’irrigazione geniale
Le fioriere Brick sono dotate di uno speciale sistema di autoirrigazione grazie al quale basta annaffiare il vaso più in alto perché l’acqua si distribuisca su tutte le fioriere collegate. Una bolla posta sul lato lungo della fioriera permette di evidenziare il livello dell’acqua. Ogni fioriera è a riserva d’acqua; una grata separa la terra dall’acqua sottostante. Questa, evaporando, mantiene umido il terreno senza infradicirlo. Non serve annaffiare tutti i giorni: la fioriera Brick mantiene il terreno umido quanto basta a garantire le migliori condizioni di sviluppo delle piante.

Bama - Fioriera componibile "Brick" Irrigazione

Materie prime di qualità
Le fioriere Brick sono realizzate con una speciale resina completamente riciclabile e trattata contro i raggi UV. Il loro aspetto e il loro colore rimane inalterato nel tempo, siano esse esposte al sole o abbandonate al gelo invernale. Non si deformano col tempo e non contengono coloranti tossici. Possiamo utilizzarle con sicurezza anche per realizzare il nostro orto verticale sul terrazzo e coltivare con successo qualsiasi ortaggio o pianta aromatica.
Ogni kit mette a disposizione cinque fioriere e tutti gli accessori per il loro assemblaggio; possiamo sceglierle nel colore bianco, grigio o terracotta.

La fioriera “Klunia”

martedì 31 gennaio, 2017

Fioriera Klunia

La fioriera Klunia doppia rappresenta la soluzione migliore per decorare ringhiere e parapetti con semplicità e sicurezza. Grazie ai suoi agganci regolabili, può essere messa a cavallo di qualsiasi supporto in ferro, legno o cemento con una larghezza minima di 3 cm e una larghezza massima di 13 cm. Provvista di sistema a riserva d’acqua, permette la coltivazione di qualsiasi pianta da fiore o orticola riducendo la frequenza delle annaffiature e assicurando sempre il mantenimento della giusta umidità del terriccio.

Vasi a riserva d’acqua
Con la Fioriera Klunia non serve il sottovaso; l’acqua si accumula sul fondo e rimane separata dalla terra grazie a una grata. La sua normale evaporazione contribuisce a mantenere umido il terriccio senza impregnarlo. In questo modo le piante crescono sempre nelle condizioni migliori e non è necessario annaffiare tutti i giorni. Anche se la superficie del terreno appare asciutta, a livello delle radici rimane sempre la giusta umidità.

Fioriera Klunia

Un sistema di regolazione brevettato
Un semplice sistema di regolazione della distanza tra i due vasi permette a chiunque di adattare, senza bisogno di alcun attrezzo, la fioriera Klunia a qualsiasi supporto, sia esso una stretta ringhiera in metallo, sia un parapetto in cemento o un muretto. Il sistema dispone di un semplice dispositivo di blocco che lo rende sicuro e affidabile. E se decidiamo di spostarla, possiamo sempre regolarla nuovamente senza limitarne la resistenza o l’affidabilità.

Materiali selezionati
La fioriera Klunia è realizzata con apposite resine completamente riciclabili; i coloranti usati sono atossici e il trattamento anti-UV preserva il colore negli anni mantenendo il prodotto come nuovo anche dopo molte stagioni di esposizione al sole o al gelo invernale.

Disponibile in due misure (40 e 50 cm di lunghezza) e in tre colori, terracotta, verde o panna, la fioriera Klunia è la risposta più pratica per decorare balconi e terrazze in tutta sicurezza, raddoppiando l’estensione rispetto a una cassetta tradizionale.

 

Dimensioni cm Colore
Lunghezza Larghezza Altezza Terracotta Verde Panna
40 19,8 18,5 x x x
50 19,8 18,5 x x x

 

Poca acqua e tante cure

martedì 24 gennaio, 2017

Annaffiatoio Bama

In inverno la domanda è sempre la stessa: quanto devo bagnare le mie piante? Poco, molto poco, è la risposta giusta. Benché si tratti di piante verdi, sono anch’esse in riposo vegetativo e bevono molto poco in queste settimane invernali.

Il consumo di acqua è da attribuire per lo più all’evaporazione dal vaso. La nostra preoccupazione deve essere concentrata sul mantenere il terreno idratato cioè appena umido, quanto basta a non far seccare le radici. Un bicchierino di acqua alla settimana può normalmente bastare, due per i vasi più grandi, ma non di più.

È utile invece lavare periodicamente le foglie usando un batuffolo di cotone o, se le dimensioni lo consentono, mettendo la pianta sotto la doccia. Una volta al mese possiamo anche mettere il vaso in acqua, nel lavandino o in un catino, per inumidire completamente il terriccio.

Cerchiamo di fornire alla pianta quanta più luce possibile ed evitiamole le correnti di aria fredda. Possiamo anche evitare di concimarla fino alla fine di febbraio e preoccuparci piuttosto che passi l’inverno indisturbata nel suo sonno. Non c’è quasi nulla che possiamo fare perché stiano meglio. Se vediamo che le punte delle foglie tendono a seccare, spruzziamo dell’acqua sull’intera pianta e cerchiamo di aumentare l’umidità dell’ambiente.

Le piante producono ossigeno

giovedì 12 gennaio, 2017

Ce lo hanno insegnato a scuola e sappiamo bene che alle piante dobbiamo la presenza, nella nostra atmosfera, del prezioso ossigeno. Grazie alla loro attività di fotosintesi assorbono la CO2, trattengono il Carbonio e liberano l’ossigeno.

Le piante in appartamento producono ossigeno e ci trasmettono pace e benessere.

Avere delle piante in casa ci permette dunque di respirare meglio, anche perché molte di loro assorbono alcune sostanze tossiche normalmente presenti nell’ambiente domestico, come la formaldeide che si sprigiona dai collanti con cui vengono assemblati i mobili.

Ma quante piante servono per respirare? Uno studio condotto da un ricercatore indiano afferma che sono sufficienti quattro piante, grandi quanto una persona, per produrre tutto l’ossigeno di cui la persona necessita. Nella ricerca alcuni appartamenti sono stati sigillati e si è misurato costantemente il livello di ossigeno presente nell’ambiente.

Il test ha confermato che la presenza di quattro piante sane erano più che sufficienti a garantire il normale livello di ossigeno, e, anzi, dopo qualche giorno la percentuale di ossigeno era persino superiore a quella normalmente riscontrabile nell’atmosfera. Questo si traduceva in un metabolismo migliore, in un senso di euforia e una maggiore capacità di concentrazione in qualsiasi attività.

Acqua solo quanto basta

mercoledì 21 dicembre, 2016

In casa, è risaputo, che le piante muoiono più facilmente per la troppa acqua che per siccità. Il fatto è che, ogni volta che siamo nel dubbio, annaffiamo più del necessario. Di regola basterebbe tenere il terriccio idratato quanto basta, cioè appena umido, per evitare alle radici di seccare.

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Proteggiamo i gerani

mercoledì 7 dicembre, 2016

I gerani (il loro vero nome è pelargoni) sono piante molto curiose. Le trattiamo come fossero delle piante da fiore qualunque, ma hanno alcune caratteristiche che le differenziano nettamente dalle altre che teniamo normalmente sul balcone o alle finestre. Originari del Sud Africa, si sono evoluti in condizioni molto diverse da quelle in cui le coltiviamo. Le loro foglie carnose e i loro fusti sono delle vere riserve d’acqua. Ai limiti del deserto, dove sono stati trovati la prima volta, hanno imparato a conservare l’acqua al loro interno (un po’ come fanno le piante grasse) per resistere alla siccità e agli sbalzi di temperatura tipici del luogo.

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Ci piacciono i kaki? Seminiamoli

mercoledì 23 novembre, 2016

Uno dei piaceri del giardinaggio è quello di vedere crescere, quasi dal nulla, una pianta. Eppure, curiosamente, abbiamo perso l’abitudine di usare i semi che abbiamo in abbondanza. È il caso del kako (possiamo scriverlo come vogliamo, tanto il suo nome vero è Diospyros kaki, ma nessuno lo chiama così) che contiene molti semi, piuttosto belli per la verità. A cosa serve un seme se non a produrre una nuova pianta?

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Cosa fare della terra dei vasi

mercoledì 26 ottobre, 2016

Man mano che il terrazzo si svuota si presenta il solito problema di cosa fare della terra presente nei vasi, o meglio ci si pone la domanda: “Possibile che si debba buttare?”. In effetti, la terra dei vasi risulta a fine stagione decisamente sfruttata, povera e ben diversa da quella che avevamo acquistato in primavera. Molti rimandano il problema al momento di rinvasare nuove piante l’anno prossimo, ma questo sarebbe il periodo ideale per occuparsene.

Nei vasi non avviene la rigenerazione della terra che invece avviene in giardino o nell’orto. Non c’è lo spazio sufficiente e il materiale utile perché questo avvenga. Possiamo comunque fare qualcosa per evitare di gettarla completamente. Una delle pratiche consigliate, ad esempio, consiste nel raccogliere tutta la terra dei vasi in un sacco dell’immondizia (meglio se doppio) oppure in un grosso vaso vuoto.

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