Il giardino di Bama

UNA CIOTOLA DI CICLAMINI

venerdì 28 febbraio, 2014

Possiamo trovarli a buon prezzo al mercato o presso i garden center e sono ideali per rallegrare la casa nel periodo invernale. I ciclamini fioriscono infatti tipicamente in inverno, anche se le molte varietà e incroci prodotti negli ultimi tempi hanno dato origine a piante in grado di fiorire molti mesi l’anno.

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Generalmente la difficoltà che si incontra con questa pianta sta nel farla rifiorire; eppure non c’è motivo che la pianta duri diversi anni e rifiorisca regolarmente purché si rispettino le sue esigenze. Il ciclamino è una pianta tipica da sottobosco e come tale ama un terreno leggero, ben drenato, sempre umido. Il suo tubero fornisce tutte le sostanze necessarie alla pianta e cresce di anno in anno se messo nelle condizioni ideali. Possiamo coltivarlo in un vasetto oppure sistemare più piante in una ciotola che avremo l’accortezza di mettere in una posizione luminosa, ma non colpita dal sole e in un ambiente fresco. Continua a leggere »

I POMODORI NON FURONO SEMPRE APPREZZATI

lunedì 24 febbraio, 2014

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Facciamo fatica a pensare a un’alimentazione senza pomodori. Il nostro Paese li apprezza forse più di chiunque altro, ma non è sempre stato così. Giunti dopo la scoperta dell’America, i pomodori rimasero a lungo negli orti botanici più come curiosità che come pianta alimentare.

Anche perché si pensava che fossero velenosi. Questa supposizione era ingenerata probabilmente dal colore rosso acceso delle sue grosse bacche e, come sappiamo, la Natura spesso associa il colore rosso all’ idea di pericolo. Addirittura, una leggenda narra che a un ladro di cavalli venne offerto come alternativa all’ impiccagione di mangiare un cesto di pomodori.

Tra la morte certa e un possibile avvelenamento, il ladro scelse di mangiarsi i pomodori ed ebbe così salva la vita. Non solo, ma visto che non manifestava alcun sintomo di avvelenamento, ma anzi li descriveva come gustosi, la gente poco alla volta si convinse che forse non erano affatto tossici. Come è andata a finire, lo sappiamo bene: basta sederci a tavola

 

FACCIAMO DURARE I FIORI RECISI

lunedì 17 febbraio, 2014

 

Bama_Ilmiogiardino_conservare rose

Se abbiamo ricevuto un bel mazzo di fiori per San Valentino, ma anche una sola rosa merita attenzione, dobbiamo sapere che possiamo farla vivere a lungo in un vaso d’acqua purché adottiamo alcuni accorgimenti.

Se riceviamo un mazzo di fiori in ufficio o lontano da casa e sappiamo che passeranno alcune ore prima di poterle mettere nel vaso di casa, appoggiamoli su un lavandino in modo da tenere la base dei gambi in acqua o mettiamoli in un secchio pulito; al momento del trasporto avvolgiamo la base dei fiori in carta da giornale per evitare che sgocciolino e per non far perdere l’umidità ai fiori.

Appena a casa, liberiamoli dalla confezione e scegliamo un vaso di altezza adeguata; generalmente la quantità d’acqua deve giungere a poco meno della metà dell’altezza del gambo.

Tagliamo sempre la base dei fusti per qualche centimetro, usando delle forbici affilate e tagliando di sbieco in modo da aumentare la superficie di assorbimento dell’acqua. Eliminiamo le foglie più in basso per evitare che ve ne siano di immerse (marcirebbero in fretta).

Mettiamo nell’acqua un cucchiaino di aceto o mezza aspirina o, se ne abbiamo, un cucchiaino di zucchero di canna. Lasciamo il nostro mazzo di fiori in posizione luminosa, lontano da fonti di calore e cambiamo l’acqua tutti i giorni; se, facendolo, scopriamo che la base del fusto è molliccio o tende a marcire, tagliamone un pezzetto e ricomponiamo il mazzo. Un po’ di “verde” tra i fiori, oltre a esaltarne la bellezza, può aiutare a mantenere freschi i fiori, creando un microclima più umido. Alcuni fiori meritano un trattamento particolare: quelli a fusto cavo (come gli amarillis, le zinnie o le dalie) vanno cauterizzati passando la base del gambo sulla fiamma del fornello per qualche secondo. Le piante il cui fusto contiene lattice (euforbia, oleandro) vanno recisi tenendo il fusto sotto l’acqua tiepida per evitare che il lattice, solidificandosi, impedisca l’assorbimento dell’acqua. Infine, se vogliamo tenere in acqua dei rami (fiori di pesco, forsizia, eccetera), tagliamo la base del fusto e schiacciamolo poi con un martello per sfribrarlo e aumentare la superficie di assorbimento.

Se il nostro vaso è trasparente, possiamo dargli un tocco in più di eleganza mettendo in insieme all’acqua della sabbia colorata, delle biglie, della ghiaia: i fusti resteranno ben fermi nella posizione desiderata e l’effetto sarà ancora migliore.

ROSE PER SAN VALENTINO

venerdì 14 febbraio, 2014

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Valentino fu un vescovo romano, decapitato il 14 febbraio 273 d.C all’età di 97 anni, venerato come santo dalla chiesa cattolica, da quella ortodossa e anglicana. A lui, tra le diverse leggende, si deve il matrimonio, fortemente osteggiato dalle famiglie, tra la cristiana Serapia e il centurione romano Sabino all’insegna del “prima viene l’amore e poi tutto il resto”.

San Valentino è oggi festeggiato come santo degli innamorati in tutto il mondo.

E a San Valentino il fiore più regalato è la rosa che già nella mitologia antica era il fiore sacro a Venere, dea dell’Amore. Ma c’è rosa e rosa. Il bocciolo chiuso simboleggia la castità, mentre il fiore aperto indica l’esuberanza giovanile. Anche il colore aggiunge al significato originario di amore e passione, tipico della rosa rossa, qualcosa in più.

La rosa gialla indica gelosia, quella arancione fascino; la rosa bianca si regala per indicare devozione perenne, mentre quella rosa incarna più il concetto di tenerezza, ammirazione. La rosa bianca vuol dire “davanti a te sono senza parole” e quella variegata indica la sensazione o la paura di essere traditi. Ovviamente si possono mescolare i colori per indicare con percentuali diverse questa o quell’altra sfumatura, coniugando e rafforzando più significati.

E non vogliamo parlare del loro numero? Le rose si regalano sempre in numero dispari. Il numero pari indica pigrizia emotiva, mentre il numero dispari è qualcosa di ricercato, voluto. Il numero dovrebbe esso stesso indicare qualcosa di preciso, avere un riferimento (una data, un riferimento al rapporto, un numero in comune, etc.). È ammessa la dozzina e la cinquantina (con relativi multipli) solo in termini di quantità, ma non è così scontato che chi le riceva apprezzi la quantità più della qualità (nel senso di numero ricercato, studiato e voluto).

E se si volesse festeggiare il quarto o il sesto San Valentino in comune? Semplice: si compongono due mazzi, entrambi dispari, ad esempio tre rose rosse e una rosa a parte di colore bianco o giallo.

Buon San Valentino a tutti.

75.000 tulipani in fiore

venerdì 7 febbraio, 2014

Lo spettacolo di 75.000 tulipani in fiore, delle varietà più nuove, sono il consueto spettacolo che ormai tradizionalmente il Parco di Pralormo offre ai suoi visitatori tra il 5 aprile e il 1 maggio.

Pralormo_1 Pralormo

Messer Tulipano, questo il nome dell’iniziativa giunta alla sua XV edizione, vede nuove varietà direttamente importate dall’Olanda, interrate nello scorso ottobre e fatte germogliare nelle aiuole del parco.  Si tratta di uno spettacolo mozzafiato che unisce alla bellezza consueta del Parco e del Castello (visitabile interamente) anche altri pretesti di visita. L’antica serra francese metterà in mostra preziose orchidee, mentre l’Orangerie accoglierà l’esposizione “Giardini in miniatura e da tavola”. Il tutto condito da gustosi e profumati stand con le specialità enogastronomiche locali.

Piante anche senza terra

giovedì 6 febbraio, 2014

Bama_Ilgiardino_idrovaso

L’idrocoltura è il modo più semplice per avere belle piante in casa con il minimo sforzo.

La maggior parte delle piante verdi crescono bene anche solo nell’acqua purché ne vengano rispettate le esigenze “nutrizionali”. Possiamo usare anche piante acquistate in vaso: basterà lavare sotto l’acqua corrente molto bene le radici prima di farla vivere in acqua. Possiamo usare qualsiasi vaso, turandone i fori di drenaggio con della cera o del silicone. Abbiamo bisogno di argilla espansa e un indicatore del livello dell’acqua (costa pochi euro nei garden center). Riempiamo parzialmente il vaso di argilla espansa, sistemiamo l’indicatore di livello in un angolo, mettiamo la pianta e blocchiamola con altra argilla espansa. Ora basterà riempire il vaso di acqua e aggiungere il fertilizzante (se questo è in pastiglie mettiamolo sul fondo prima dell’argilla). Mettiamo la pianta nell’esposizione più appropriata e non curiamoci più di lei. Ogni tanto (mediamente una volta la mese) dovremo ripristinare il livello dell’acqua. Non preoccupiamoci se resta con poca acqua per qualche giorno perché questo permetterà alle radici di respirare e la pianta non ne soffrirà affatto.

Piante che puliscono l’aria

mercoledì 5 febbraio, 2014

Le piante ci forniscono l’ossigeno, ma possono anche filtrare e depurare l’aria che respiriamo. I collanti usati nella costruzione dei mobili, i detergenti usati per la pulizia, i fui della cucina rilasciano nell’aria dei nostri appartamenti delle sostanze tossiche. Secondo alcuni studi effettuati dalla Nasa, alcune piante si dimostrano particolarmente efficaci nel depurare l’aria degli ambienti. È il caso dell’aloe, del filodendro, del banano, che puliscono l’aria dalla formaldeide, ma anche del potos, della dracena e del ficus che assorbono la nicotina disintossicando l’aria che respiriamo.

La loro collocazione ideale è nel locale più frequentato della casa, in posizione luminosa, lontano dai termosifoni, ma anche dalle correnti d’aria. Sono tute piante di origine tropicale che amano ambienti caldi ma soprattutto molto umidi. È fondamentale perciò dotare queste piante di un vaso capace, completo di riserva d’acqua (potremo comporre le più piccole in vasi come Brezza, e destinare le più grandi a un vaso come Iris o Terra) e nebulizzare almeno due volte la settimane sulle foglie dell’acqua non calcarea e a temperatura ambiente.

Un giardino in miniatura

lunedì 3 febbraio, 2014

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Ci piacciono tanto le piantine grasse che troviamo un po’ dovunque a un euro? Possiamo collezionarle e organizzarle in un giardino in miniatura da tenere in casa. Hanno bisogno di veramente poco e con le dovute accortezze possiamo usarle per creare degli angoli originalissimi. Continua a leggere »

Due vasi sono meglio di uno

lunedì 3 febbraio, 2014

Se amiamo le felci sappiamo bene che soffrono in due periodi dell’anno: in estate perché fa molto caldo e in inverno perché la casa è troppo asciutta (e le felci amano l’umidità tipica dei boschi). In entrambi i casi c’è un rimedio che va sotto il nome di “tecnica del doppio vaso”. Dobbiamo innanzitutto rinvasare la nostra felce in un vaso di coccio, anche brutto, non ha importanza, purché sia sufficientemente grande da contenerla comodamente. Il terriccio ideale per queste piante è un mix di terriccio ordinario e terriccio di foglie (possiamo andare in un bosco e raccoglierne un po’ nel sottobosco).

felce

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Se le foglie seccano

lunedì 3 febbraio, 2014

Spesso le nostre piante di casa rivelano il loro malessere con le punte delle foglie secche. Le foglie ci possono dire molto della salute delle piante e la presenza di questo sintomo ci deve mettere in allarme. Niente di grave, ma la punta secca rivela una scarsa umidità ambientale e possiamo e dobbiamo porvi rimedio velocemente. Questo avviene perché la maggior delle piante che teniamo in casa hanno origine tropicale; per questo vivono bene col calore della nostra casa, ma  hanno bisogno anche dell’umidità tipica dell’ambiente originario. Le nostre case hanno invece un’umidità relativa molto bassa e questo è il principale scoglio alla loro salute. Per aumentare l’umidità relativa basta mettere gli umidificatori sui termosifoni, mettere qualcosa ad asciugare su di essi, stirare a vapore.

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