Il giardino di Bama

I FIORI DELL’ESTATE

venerdì 27 giugno, 2014

L’estate non è, come si potrebbe pensare, il periodo con il maggior numero di fioriture; questo primato spetta alla primavera, con il mese di maggio.

L’aumento della temperatura infatti tende a rallentare lo sviluppo delle piante che chiudono gli stami delle foglie per risparmiare acqua e… trattengono un po’ il respiro in attesa di giornate più fresche. Ciò non di meno luglio ci regala bellissimi fiori, perfetti per decorare i terrazzi e le aiuole, in città come in campagna. Tra le fioriture più belle, va certamente annoverata quella della lavanda, accompagnata da un profumo inconfondibile, tanto piacevole quanto persistente.

Possiamo coltivarla con facilità anche in vaso, purché sia fondo ed esposto in pieno sole. Se desideriamo raccoglierne qualche mazzetto da far essiccare, tagliamo gli steli al mattino presto: è il momento in cui l’essenza è più presente e il profumo è più intenso.

Se abbiamo delle cassettine appese (magari le originali Klunia, doppie e a riserva d’acqua) al posto dei soliti gerani o delle petunie, possiamo optare per qualche piantina di Lobelia. I suoi piccoli fiori blu tendenti al viola sono numerosissimi e continuano per mesi ad aprirsi su un discreto cuscino di foglie verde chiaro, producendo una vistosa macchia di colore.

Fioriera Klunia doppia

Se amiamo le piante più importanti e durature, non dimentichiamo il Gelsomino azzurro, soprannome della Plumbago: i suoi numerosi fiori sono prodotti in continuità, specie se la pianta gode di qualche ora di sole diretto al giorno.

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RAMPICANTI PER NATURA

martedì 24 giugno, 2014

Chiamiamo rampicanti tutte le piante che possono servire a tappezzare muri e graticci: il glicine, l’edera, la rosa, la vite…

La ricerca della luce avviene nel mondo vegetale utilizzando diversi espedienti: le piante “maggiori” rinforzano il fusto principale in modo da poter sostenere una vasta chioma, come nel caso della quercia, ed alzarsi al di sopra delle altre per raccogliere la maggiore quantità di luce possibile.

 Altre piante si arrampicano sulle altre o su qualsiasi altra cosa per spingersi in alto senza bisogno di avere un tronco che le sostenga. Ma ci sono molti modi per arrampicarsi. La vite, ad esempio, sviluppa dei viticci che si arrotolano ai sostegni e mantengono eretto il fusto. Altre, come l’edera o la vite canadese, produce dei viticci che si abbarbicano alle pareti con una forza prodigiosa: i “piedini” di contatto con l’intonaco sono attaccati talmente forte da portarsi via l’intonaco se cerchiamo di staccarli.

Altre piante si alzano attorcigliandosi su pali, fusti, canne; questo espediente permette alla pianta di crescere velocemente alla ricerca della luce, prendendosi tutto il tempo che vuole per irrobustirsi. Un caso noto è quello del glicine che cresce moltissimo in altezza e lunghezza dei fusti, ma che impiega molti anni a irrobustirsi al punto da sostenersi, in parte, da solo.

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DOPO UN ACQUAZZONE…CHE SUCCEDE ALLE NOSTRE PIANTE?

venerdì 20 giugno, 2014

Dopo un violento acquazzone estivo, le piante che abbiamo lasciato esposte sul balcone possono presentarsi un po’ malridotte: i  fiori sono stati decimati, alcuni fusti sono spezzati, le foglie rovinate…

Tra i primi interventi da mettere in atto c’è sicuramente quello di sollevare i vasi dai sottovasi, mettendoli nel lavandino o nella vasca da bagno per farli sgocciolare bene. Il terreno è probabilmente zuppo d’acqua e dobbiamo ripristinare al più presto l’umidità ideale se non vogliamo che le radici soffochino. Per lo stesso motivo, vuotiamo anche i sottovasi: possiamo usare quest’acqua per bagnare eventualmente le piante che non hanno ricevuto l’acqua perché in posizione coperta.
Provvediamo quindi a tagliare i fiori rovinati e staccare le foglie rotte o danneggiate.

L’overdose di acqua ha probabilmente dilavato il terriccio dei vasi di molti sali minerali, impoverendola. Un buon motivo quindi per fornire alle nostre piante un fertilizzante liquido che ripristini gli elementi nutritivi mettendo le piante nelle condizioni utili per potersi riprendere.

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ORTENSIE IN FIORE

martedì 17 giugno, 2014

L’ortensia (Hydrangea macrophilla) è una pianta capace di darci tante soddisfazioni.

Robusta com’è, supera facilmente anche l’inverno più freddo e cresce altrettanto bene in vaso come in piena terra.Certamente, dove ha più spazio, continua a crescere anno dopo anno, mentre in vaso le sue dimensioni restano sempre un poco “costrette”, ma comunque sufficienti a riempire di fiori un angolo del terrazzo.

È una delle piante che bevono di più: si è calcolato che un cespuglio di ortensia di tre metri di diametro beva fino a cinque litri di acqua in un giorno! Ovviamente le nostre ortensie in vaso non possono bere tanto, ma teniamo comunque conto che hanno realmente bisogno di avere un terreno sempre umido e vanno bagnate copiosamente con regolarità.
In mancanza di acqua le foglie si afflosciano per riprendersi in poche ore appena le bagniamo.

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CALDO, CALDO, CALDO!!!

venerdì 13 giugno, 2014

In questi giorni l’estate pare essere esplosa improvvisa con punte di calore elevate e umidità asfissiante e le nostre piante non reagiscono tutte allo stesso modo.

Quelle di origine tropicale, come la maggior parte delle piante verdi d’appartamento, stanno benissimo;

quelle mediterranee un po’ meno e tendono anzi a rallentare la crescita, preferendo un clima più fresco.

Le piante grasse entrano in riposo vegetativo per evitare di disperdere liquidi, mentre i bonsai vanno un po’ in sofferenza.

          

Bagniamo allora quelle tropicali anche tutti i giorni in modo da lasciare il terreno del vaso sempre un poco umido. Al mattino, nebulizziamo dell’acqua non calcarea sull’intero fogliame: la maggiore umidità intorno alla pianta ne favorirà lo sviluppo. Annaffiamo le piante da fiore dando loro poca acqua alla volta ma più spesso: i vasi a riserva d’acqua sono particolarmente preziosi in questo periodo.

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LA RIVOLUZIONE DEL POMODORO

martedì 10 giugno, 2014

Pensare alla nostra alimentazione senza il pomodoro ci pare difficile, anche se non è sempre stato così…

Il pomodoro è arrivato molto tardi sulle nostre tavole; benché sia stato importato in Italia durante la dominazione spagnola e la conquista di Napoli nel 1503, per anni, anzi secoli, è rimasta solo una pianta ornamentale.

La prima ricetta ufficiale dei vermicelli al pomodoro venne pubblicata solo nel 1839 (“La cucina casareccia” di Guido Cavalcanti), segno evidente che il pomodoro era entrato a far parte dei cibi consumabili e considerati buoni.

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Ma bisogna attendere la fine del secolo (1875) con la nascita dell’industria conserviera ad opera di Francesco Cirio per assistere alla progressiva e rapida diffusione del pomodoro in tutta la penisola e l’altrettanto crescente diffusione della coltivazione di questo prezioso e imperdibile ortaggio.

     

 

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TESTA AL SOLE E PIEDI ALL’OMBRA

venerdì 6 giugno, 2014

Uno dei rampicanti più vigorosi e apprezzati è certamente la clematide (chiamata anche con il nome latino Clematis).

Non solo fiorisce ininterrottamente tra maggio e ottobre con larghi fiori, talvolta profumati, ma resiste senza problemi al freddo invernale più intenso, tornando a produrre nuovi getti fioriferi anno dopo anno.

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Esistono molte varietà di clematide, ma se vogliamo andare a colpo sicuro, scegliamo la varietà Armandii che agli splendidi colori unisce anche un piacevole profumo.
Ama un’esposizione soleggiata, almeno per qualche ora al giorno (altrimenti fiorisce meno), ma avere la base sempre in ombra. A noi basta piantarle vicino delle piante annuali o dell’edera che evitino che il sole colpisca il “piede” della pianta.

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BOUGAINVILLEA: POTENZA DELLA NATURA

giovedì 5 giugno, 2014

L’ammiraglio francese Louis Antoine de Bougainville, approdato a Rio de Janeiro un lontano giorno della metà del ‘700, si innamorò di un rampicante meravigliosamente ricoperto di fiori rosso-violetti….
Certo non poteva immaginare quante generazioni a seguire, in ogni parte del mondo, avrebbero pronunciato il suo nome legandolo alla pianta che aveva scoperto. E chissà se si rese subito conto che quei fiori, che tanto l’avevano stupito, altro non erano che un dolce inganno della natura: quando un fiore da solo non riesce a farsi notare dagli insetti impollinatori, la Natura lo fornisce di accessori vistosi per attrarli. Noi ammiriamo la bouganvillea per quelli che pensiamo siano i suoi fiori, mentre il vero fiore è un insignificante tubicino color crema, allargato in alto e unito alle foglie che sono raccolte in gruppi di tre e che la Natura ha trasformato tingendole di colori vivaci.

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Le brattee, così si chiamano le foglie modificate, restano belle per diverse settimane, anche dopo che i veri fiori sono appassiti. Questa caratteristica fa sì che la fioritura appaia molto più lunga di quella reale rendendo la bouganvillea particolarmente apprezzata come pianta ornamentale.
Data la sua origine, è una pianta che ama un clima temperato e inverni miti; ama essere esposta al sole e trovare un terreno fertile e profondo in cui affondare le sue radici.

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IL GELSOMINO: IL PROFUMO DELL’ESTATE

giovedì 5 giugno, 2014

Si chiama Rincospermo, ma tutti lo conosciamo come Gelsomino o meglio ancora Falso Gelsomino. È quel rampicante vigoroso che in queste settimane fiorisce con fiorellini bianchi profumatissimi.

Perfetto per coprire pareti e reti di divisione, il rincospermo può essere coltivato anche in vaso purché si provveda a fornirgli un vaso ampio e profondo e un’esposizione che veda il sole per qualche ora al giorno (meglio al pomeriggio). Un vaso come il Separé è perfetto per contenere due piante; avere a disposizione una grata su cui farlo arrampicare permette inoltre di creare già dalla prima stagione una parete verde profumata.

 

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Se vogliamo averlo sempre in perfetta forma, dobbiamo potarlo in ottobre, riducendo la lunghezza dei rami più lunghi e tagliando quelli mal disposti. Provvediamo anche, all’inizio della primavera, a una buona concimazione, distribuendo del letame pellettato sulla superficie del terreno e interrandolo un poco. Se vogliamo dargli una marcia in più possiamo anche, sempre all’inizio della primavera, sostituire lo strato più superficiale del terreno con del terriccio di sacco nuovo, arricchito, come si diceva, con due-tre manciate di letale. È una pianta robustissima, che non teme il gelo e che può per molti anni arricchire il nostro terrazzo.

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