Il giardino di Bama

MOLTIPLICHIAMO UNA ROSA PER TALEA

martedì 29 luglio, 2014

Riuscire a moltiplicare una rosa per talea è un giusto motivo di orgoglio e ci permette di avere una pianta “vera” prelevando semplicemente un pezzetto di pianta da un roseto che ci piace.

Dobbiamo sapere però che, mentre le rose sarmentose (quelle che chiamiamo rampicanti) si possono moltiplicare per talea come qualsiasi altra pianta, per le rose arbustive (a cespuglio, senz’altro le più belle e preziose) dobbiamo adottare qualche piccolo trucco “professionale”.

Ecco come fare.

Innanzitutto scegliamo un ramo non fiorifero, cioè che non presenti boccioli. Scegliamolo verde, nella parte esterna della pianta, senza evidenti problemi di salute (macchie, buchi, foglie accartocciate). Il primo trucco consiste nel “dove tagliare”. Di solito tagliamo le rose un centimetro sopra a un nodo o a una gemma. In questo caso invece dobbiamo tagliare un centimetro sotto un nodo. La talea che dobbiamo ottenere (anche attraverso più tagli dello stesso ramo) deve presentare una coppia di foglie alla sommità e un nodo alla base.

Secondo trucco: tagliamo a metà le foglie con delle forbici pulite. Questo limiterà la disidratazione della talea, che è il pericolo maggiore. Mettiamo la nostra talea in un vasetto da 8-10 cm di diametro (vanno bene anche i piccoli vasetti di torba) che riempiremo con un mix in parti uguali di terriccio ordinario e terriccio per piante grasse (per una sola talea è un investimento, ma se ci vogliamo sbizzarrire con altre piante questo mix è ideale). Bagniamo il terreno.

Terzo trucco: avvolgiamo la talea con un sacchetto da congelazione (plastica trasparente) a cui praticheremo un paio di fori con la forbice all’altezza del bordo del vaso. Leghiamo il sacchetto al vaso in modo da realizzare una mini-serra.

Mettiamo il vaso con la talea in una posizione luminosa, ma non esposta al sole (anche in casa va bene).

Continua a leggere »

UNA VITE IN VASO

venerdì 25 luglio, 2014

In estate vediamo spesso delle viti grondanti grappoli adornare le pergole e i muri di qualche fortunato e la domanda che ci facciamo è: “Ma possiamo coltivarla in vaso?”
Tecnicamente sì, purché il vaso sia profondo e largo. La vite è molto esigente e chiede molta terra per potersi sviluppare correttamente. Si dice che la grandezza della sua chioma è direttamente proporzionale al terreno da cui può attingere.

Possiamo provare dunque a coltivarci la nostra vite sul balcone, ma dobbiamo procurarci per prima cosa un vaso alto 60 cm e largo 40 o 50. L’utilizzo di una fioriera come la Separé può essere vincente perché disponiamo, non solo della quantità di terra utile (120 litri di capienza), ma anche della spalliera a cui legarla. L’esposizione in pieno sole è fondamentale: come tutte le viti (anche quelle ornamentali) vogliono vedere il sole.

Fioriera Separè

Se acquistiamo una piantina (i vivai specializzati vendono le viti a 4-5 euro l’una) possiamo piantarla in ottobre limitando subito la pianta a due tralci principali. In primavera comincerà a germogliare e, se la nutriamo adeguatamente con abbondanti apporti di concime (meglio il letame pellettato) già dalla prossima estate potremo avere dei grappoli.

Continua a leggere »

ACQUA Sì, ACQUA NO?

lunedì 21 luglio, 2014

Nel periodo estivo il problema dell’acqua diventa preponderante.

Mantenere il terriccio dei vasi umido non è cosa semplice, a meno che non si disponga di un vaso a riserva d’acqua, vera unica soluzione definitiva come Klunia o Brezza.

Fioriera Klunia doppiafioriera Brezza

 

L’esigenza di acqua dipende in parte dall’assorbimento della pianta e in gran parte dall’evaporazione e quindi dalla temperatura. Difficile dunque valutare correttamente quanta acqua mettere nel vaso e con che intervalli.

Di sicuro c’è che l’acqua che versiamo e che preleviamo dal rubinetto di casa non è mai ideale: contiene infatti numerose sostanze, come il cloro, che non aiutano la crescita della pianta. Il calcare inoltre annulla l‘acidità della terra mettendo in sofferenza le piante acidofile: azalea, rododendro, camelia cominciano a ingiallire, le foglie si arricciano e poi seccano.

Continua a leggere »

I PROBLEMI DELLA SALVIA

martedì 15 luglio, 2014

Capita, in questo periodo, che la nostra pianta di erba salvia presenti delle macchie biancastre sulle foglie. È il periodo tipico perché questo accada e non è nulla di buono.

Si tratta del cosiddetto Mal bianco o Oidio, una malattia fungina che può colpire molte specie ornamentali e da frutto (ne vanno soggette anche l’evonimo e la rosa, giusto per citarne alcune). Sono generalmente macchie circolari pulvurulente che tendono ad estendersi e che provocano il disseccamento della foglia e la sua prematura caduta.

Visualizza salvia_oidio.jpg in una presentazione

L’oidio, come dicevamo, è sostanzialmente un fungo microscopico e vive e si sviluppa con una temperatura calda e un’umidità elevata, condizioni che in questa stagione non mancano di certo.
Come possiamo intervenire? Evitiamo sicuramente qualsiasi prodotto chimico anticrittogamico, benché specifico contro l’oidio. Se pensiamo di mangiare la salvia e non tenerla solo per bellezza irrorarla con qualsiasi prodotto chimico sarebbe assurdo. Piuttosto buttiamo la pianta e acquistiamone un’altra (conviene).

Se teniamo alla nostra pianta perché magari ci segue da anni e ci dispiace privarcene (ognuno ha in casa propria almeno un caso disperato da coccolare contro il parere di chicchessia!), possiamo provare a salvare la pianta in questo modo.

Continua a leggere »

IL PAPIRO: UNA PIANTA BELLA E SENZA ALCUNA PRETESA

venerdì 11 luglio, 2014

Parliamo del papiro, una pianta che tutti possiamo tenere in casa con soddisfazione e che porta con sé una storia millenaria.

Parlare di papiro è pensare inevitabilmente al Nilo e agli antichi Egizi che già 5.000 anni fa lo utilizzavano per quello che certamente può essere definito il primo supporto cartaceo della storia.

A noi interessa perché è una pianta che ha bisogno solo di una posizione luminosa in casa (ma lo abbiamo visto crescere bene anche in situazioni decisamente precarie) e tanta acqua. A differenza di altre piante che temono decisamente i ristagni, il papiro ha bisogno invece di una terreno sempre impregnato di acqua. Il modo migliore per farlo vivere e sviluppare è proprio mettere il suo vaso all’interno di un recipiente normalmente pieno di acqua.

Il nostro consiglio è quello di usare delle larghe ciotole, una più grande dell’altra, una dentro l’altra. Quella interna, dotata di foro di drenaggio, contiene la terra e il vaso, quella esterna, senza foro di drenaggio, contiene solo acqua.

Continua a leggere »

1, 100, 1000 PIANTE!

martedì 8 luglio, 2014

Ci sono molte teorie su come moltiplicare le piante per talea. Chi ha il pollice verde riesce a moltiplicare qualsiasi cosa; altri invece non sono mai riusciti a far mettere radici a nulla.

Eppure una delle proprietà indiscusse dei vegetali è propria quella di saper riorganizzare le proprie cellule e, se messi nelle giuste condizioni, possono formare radici e trasformare un rametto in pianta. Il nuovo soggetto avrà le stesse caratteristiche del soggetto da cui proviene, una sorta di clonazione vegetale.

C’è chi afferma che il modo più semplice è mettere un rametto in acqua; è parzialmente vero perché in acqua le radici si formano facilmente, ma sono radici deboli e non sempre la piantina trapiantata in terra resiste.

I professionisti fanno le talee direttamente in terra, ma usano una terra un po’ particolare. La migliore combinazione si trova nella terra per piante grasse, molto sabbiosa che, secondo gli esperti, crea le migliori condizioni per la formazione delle radici.

Continua a leggere »

LA MAGIA DELLE PIANTE GRASSE

venerdì 4 luglio, 2014

Le nostre piante grasse con il calore di luglio entrano in una fase di quiescenza. Fermano cioè il loro sviluppo e attendono momenti.. meno caldi.

Lo fanno per lo stesso motivo per cui sono famose. Non hanno bisogno di acqua, si dice, e non è esattamente vero. Il loro luogo di origine in realtà è molto inospitale: le troviamo nei deserti e nelle zone più aride del pianeta. La loro strategia, messa a punto da millenni di evoluzione, consiste nell’accumulare l’acqua quando è disponibile ed evitare di disperderla quando fa caldo.

Per questo le loro foglie si sono trasformate in spine e i loro fusti sono tali da poter accumulare l’acqua che riescono a trovare. Dalle spine, nei periodi caldi, l’acqua non riesce quasi ad evaporare e loro resistono per giorni, mesi, usando solo l’acqua di cui hanno fatto scorta.

In luglio-agosto, dicevamo, entrano in quiescenza; fa troppo caldo e loro chiudono la saracinesca, per evitare di disperdere l’acqua che posseggono. La riapriranno appena la temperatura diventa più mite, tornando a vegetare a settembre. Fino ad allora, inutile bagnarle ed inutile anche concimarle.

Tra settembre e ottobre invece dobbiamo tornare ad annaffiarle, ma non come se fossero piante marziane. Dobbiamo bagnarle come piante comuni; l’importante è che il terreno in cui affondano le radici non trattenga l’acqua, sia molto sabbioso e possa essere inumidito senza alcuna possibilità di ristagno.

Continua a leggere »

IL GIRASOLE: UN FIORE INCREDIBILE

martedì 1 luglio, 2014

Il girasole è una delle piante più straordinarie che si conoscano.

A dimostrazione di ciò che affermo basta questa curiosità: quello che noi chiamiamo fiore è in realtà composto da un numero molto elevato di fiori disposti in un particolare ordine di cui solo quelli esterni sono dotati di un petalo.

La disposizione dei fiorellini all’interno del disco non è affatto casuale. I fiori infatti sono disposti secondo due spirali, una in senso orario e una in senso antiorario: di solito possiamo contare 34 spirali in un senso e 55 nell’altro; nei fiori più grandi si possono trovare 89 spirali in un senso e 144 nell’altro.

Numeri casuali? Per nulla.

Continua a leggere »