Il giardino di Bama

IL GELSOMINO AZZURRO

martedì 26 agosto, 2014

Tanti lo conoscono come Gelsomino azzurro, anche se con il gelsomino vero e proprio non ha nulla da spartire.

Parliamo della Plumbago, un arbusto dall’aspetto molto disordinato che, coltivato in piena terra, può raggiungere anche i quattro metri di altezza, mentre in vaso non supera generalmente i due metri.I suoi lunghi rami possono essere legati a una grata come un rampicante, oppure lasciati ricadere dai balconi formando una vera cascata azzurra di indubbio effetto.

       

Di solito non manca mai nei giardini delle regioni affacciate sul mare perché ama il sole e, in generale, le temperature miti, con poche escursioni termiche tra giorno e notte. Nelle regioni più fredde, è bene proteggerlo. se coltivato in vaso, con del tessuto non tessuto. Con gli anni i suoi fusti flessibili diventano legnosi e le dimensioni della pianta aumentano vistosamente.
È facile trovarla nei garden center, ma anche moltiplicarla per talea in questo periodo con buone possibilità di riuscita.

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LA BUONA FRUTTA DI UNA VOLTA

martedì 19 agosto, 2014

Questo non è certo il periodo di piantare alberi di alcun tipo, ma l’abbondanza di frutta sul mercato ci può giustamente far venir voglia di avere almeno una pianta da frutto in giardino.

Pensiamo d’altronde alla bellezza di un melo, di un pesco, di un ciliegio in fiore; coltivare piante da frutto non è solo una questione di gola, ma anche la voglia di avere in giardino o sul terrazzo una pianta un po’ speciale.

Qualcuno è spaventato dall’idea della potatura, ma questa è riservata ad alcune piante e non è niente che non si possa imparare. Il ciliegio, ad esempio, non ha bisogno di potature; il kiwi si taglia come un qualsiasi rampicante, il fico non si tocca. Il melo e il pero sono complicati, è vero, ma solo se vogliamo produrre frutta bella oltre che gustosa.

Se ci venisse l’idea di piantare un albero da frutto, dobbiamo per prima cosa dimenticare la frutta che acquistiamo di solito. Essa appartiene per lo più a varietà coltivate proprio per la grande distribuzione. Nulla a che vedere con le specie nostrane, che invece dobbiamo cercare e coltivare. In Italia abbiamo una ricchezza di varietà che non ha uguali: ogni provincia vanta una varietà di pera, di susina, di pesca, magari meno belle a vedersi, ma dal gusto unico.

E sono le specie che dobbiamo cercare perché le varietà nostrane sono quelle che si sono abituate a vivere proprio con il nostro clima, quelle che risultano più resistenti ai parassiti della nostra zona, quelle che produrranno di più chiedendoci meno lavoro e meno “chimici”.
Cerchiamo nella nostra zona un vivaio specializzato, ormai ne stanno sorgendo da tutte le parti, con piante nostrane e avremo non solo delle piante belle e robuste, ma frutti gustosi e dal profumo inconfondibile di una volta.

L’OLEANDRO SOTTO ATTACCO DEL RAGNETTO ROSSO

martedì 12 agosto, 2014

Abbiamo un oleandro in vaso e sta fiorendo.

Ogni anno è il nostro orgoglio perché ci crea una macchia di colore che ci ricorda tanto il posto dove, non visti, abbiamo tagliato una talea per portarcela a casa, sul nostro terrazzo. Ma quest’anno c’è qualcosa che non va: le foglie, che fino a due settimane fa erano di un bel verde intenso, adesso appaiono come un po’ ingiallite, macchiettate di piccoli punti giallastri e ogni giorno la situazione sembra peggiorare.

Manca qualcosa, ci chiediamo: forse un po’ d’acqua, forse il concime. Invece ci manca una lente d’ingrandimento. Se ce l’avessimo vedremmo tra le foglie delle sottili ragnatele e sotto le foglie dei minuscoli parassiti a sei zampe che si muovono continuamente.

È il cosiddetto ragnetto rosso, un acaro tanto temibile quanto piccolo. Succhia la linfa dalle foglie e indebolisce la pianta che rischia di essere defoliata nel giro di qualche settimana. Cosa fare?

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I POMODORI IN VASO

martedì 5 agosto, 2014

Se abbiamo coltivato dei pomodori in vaso…

…ormai la nostra pianta si è alzata ben oltre il metro di altezza e, se non lo abbiamo ancora fatto, dovremo sostenerla legandola a un tutore robusto.Leghiamo il fusto al tutore ogni 15 centimetri circa usando della raffia o un pezzetto di corda senza stringere e mettendo il legaccio appena sotto una biforcazione.

Ricordiamoci di dare regolarmente da bere alla nostra pianta, ma sempre senza esagerare: aspettiamo che la superficie del terreno sia asciutta prima di annaffiare.

Ogni dieci-quindici giorni, aggiungiamo anche del concime. Se non vogliamo usare nulla di chimico, possiamo nutrire la nostra pianta con un pezzetto di banana, da mescolare al terreno. La banana è ricca di Potassio (anche le rose vengono benissimo con questo sistema). Oppure mettiamo un pesce: avete letto bene, un pesce. Gli Incas che coltivavano questa pianta ben prima di noi solevano mettere nella buca in cui trapiantavano il pomodoro anche un pesce (ricco di Fosforo- ndr) per dargli tutto il nutrimento necessario.

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