Il giardino di Bama

PREPARIAMO LE NOSTRE PIANTE ALL’INVERNO

venerdì 31 ottobre, 2014

Già fatto il cambio degli armadi? Probabilmente sì, ma anche le nostre piante meritano analoghe attenzione.

Se non lo abbiamo ancora fatto, ci resta ormai poco per riportare in casa le piante verdi che abbiamo messo all’aperto a maggio. La notte comincia a diventare fredda e le piante d’appartamento risentono molto di questa temperatura per loro assolutamente inusuale. Consideriamo che le piante d’appartamento sono per lo più piante tropicali e che quindi temperature sotto i 15° le fanno deperire rapidamente. Se vediamo le foglie afflosciarsi vuol dire che non c’è più tempo e dobbiamo trovare loro un posto in casa dove la normale temperatura di 20-22° risulta per lo più perfetta per passare l’inverno.

È anche l’occasione per dar loro una “casa” più appropriata, un vaso cioè che ne esalti la bellezza, fornisca tutto lo spazio utile per le radici e dia un tocco di raffinatezza all’ambiente. A seconda delle dimensioni della pianta possiamo soffermarci sul vaso Piramide, sul calice Alba, sul vaso quadrato Terra, tutti di Bama.

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Forse non ci abbiamo pensato, ma un vaso angolare come il Victoria ci può risolvere non pochi problemi di spazio e di estetica.

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Se rinvasiamo la pianta ora, forniamole un terriccio di prima qualità, arricchito magari con un po’ di fertilizzante granulare per piante verdi; eseguiamo il rinvaso senza toccare il pane di terra e concentrandoci invece su una corretta annaffiatura, fatta versando poca acqua alla volta vicino alla base della pianta e versandone un poco solo quando la precedente sia completamente assorbita.

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FACCIAMOLI FIORIRE A COMANDO

martedì 28 ottobre, 2014

Abbiamo parlato di come piantare le bulbose in vaso o in piena terra. Resta una curiosità: come farle fiorire in casa quando vogliamo noi.

La cosa è possibile, anche fuori stagione, imbrogliando le piante e facendo loro credere che sia primavera. Per farlo, basta prima far sentire loro l’inverno e poi un aumento di temperatura; questa variazione sarà interpretata dalla pianta come un cambio di stagione e reagirà di conseguenza, senza chiedersi se fuori dalle finestre c’è la neve…
Piantiamo dunque i nostri bulbi come abbiamo già descritto usando un’ampia ciotola come il modello Paglia che in casa fa la sua bella figura, ma inizialmente teniamola fuori all’aperto sul terrazzo.

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Mettiamoci sopra un panno scuro in modo che la luce del sole non arrivi al terreno. In questa condizione di buio e di freddo dobbiamo solo badare che il terriccio del vaso rimanga umido. Se abbiamo bagnato (con moderazione) quando abbiamo piantato i bulbi, probabilmente non servirà bagnare ulteriormente perché all’esterno l’umidità è tale da evitare che il terreno secchi. Ciò non di meno, ogni tanto controlliamo che il terriccio sia umido.

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Dopo qualche settimana potremmo vedere spuntare dalla superficie dei germogli; attendiamo che siano lunghi 4 o 5 centimetri, quindi spostiamo il nostro vaso in casa, togliendo anche il panno che lo oscurava.
La pianta interpreterà il calore della casa e l’aumento di luce come un cambio di stagione e reagirà facendo crescere il suo germoglio e facendo aprire un fiore.Se iniziamo in questa settimana probabilmente per Natale avremo una splendida ciotola fiorita, come fosse primavera.

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METTIAMO LE BULBOSE IN VASO

venerdì 24 ottobre, 2014

C’è chi pensa che le bulbose non possano vivere bene in vaso perché non hanno la profondità giusta.

È solo una scusa per non provarci, credetemi. Le bulbose piantate in vaso sono belle quanto quelle piantate in piena terra e si possono creare degli effetti fantastici.

Cerchiamo innanzitutto di disporre di un terreno adatto, mescolando 5 kg di terriccio ordinario (universale) con un un chilo di terriccio per piante grasse (molto sabbioso).

 

Usiamo qualsiasi tipo di vaso: ciotole, cassette, vasi alti, fioriere…come la Fioriera Ellittica, il Vaso Terra o la Fioriera Natura di Bama.

 

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Mettiamo sul fondo del vaso due dita di argilla espansa per creare un corretto drenaggio, mettiamo un po’ di terra e quindi i bulbi con la gemma in alto.
Non preoccupiamoci troppo della profondità: se abbiamo un vaso abbastanza fondo da permetterci di rispettare la profondità ideale, tanto meglio, altrimenti le piante cresceranno lo stesso. Nel caso dei tulipani o di quei fiori con lo stelo alto, predisponiamo da subito dei bastoncini di sostegno: il vero problema di non rispettare la profondità del bulbo sta nella stabilità della pianta quando sarà cresciuta. In vaso possiamo permetterci di usare la distanza minima tra bulbo e bulbo: possiamo anche metterli vicini vicini, purché non si tocchino.

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PIANTIAMO I BULBI

martedì 21 ottobre, 2014

Abbiamo già detto come la cosa più importante a cui badare nella coltivazione delle bulbose sia la qualità del terreno. Se lo abbiamo lavorato e alleggerito, possiamo senza dubbio passare alla piantagione vera e propria.

Esiste un attrezzo per questo che si chiama piantabulbi. La sua caratteristica è quella di forare il terreno prelevando una carota di terra grande quanto il bulbo; il vantaggio rispetto alla tradizionale paletta sta nel fatto che il piantabulbi non comprime il terreno e il bulbo avrà quindi attorno a sé un terreno morbido in cui espandere le sue radici.

  

Qualunque attrezzo decidiamo di usare, pratichiamo un foro e mettiamo il bulbo sul fondo con la punta rivolta in alto. La profondità? Il foro deve essere tre volte l’altezza del bulbo (circa). Sulle confezioni dei bulbi è indicata sempre la profondità e la distanza minima e massima a cui lasciare i bulbi tra loro. Prevediamo la distanza massima per un effetto “normale”, mettiamoli più vicini se vogliamo creare una massa compatta di colore. Raramente si usano le bulbose su una sola fila perché sono piante dal fogliame esile e compatto: meglio prevedere quindi di disporre i bulbi su più file, sfalsate tra loro. Per maggiore precisione usiamo la paletta o il piantabulbi come unità di misura. Tulipani, narcisi e in genere tutte le bulbose a stelo lungo amano essere messe a distanze regolari, geometricamente ordinate.

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Dopo aver appoggiato il bulbo sul fondo del buco ricopriamolo con la terra (con il piantabulbi basta rilasciare quella che l’attrezzo ha prelevato per fare il buco), premiamo ma appena quanto basta ad assestare il terreno e, se non è prevista pioggia nelle ventiquattr’ore successive, annaffiamo un poco.

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IL TERRENO GIUSTO PER LE BULBOSE

venerdì 17 ottobre, 2014

La seconda metà di ottobre è generalmente l’ideale per piantare tutte le bulbose a fioritura primaverile: pensiamo ai tulipani, ai crochi, ai narcisi…

È il periodo giusto perché sufficientemente lontano dalle gelate invernali e la temperatura ci consente di lavorare in esterno senza troppi problemi. Coltivare le bulbose è facilissimo perché non hanno bisogno di nulla: il bulbo stesso è una riserva naturale di ogni elemento utile allo sviluppo e fioritura della pianta.

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L’unica cosa di cui ci dobbiamo preoccupare è creare un terreno ideale per la loro crescita. Se c’è una cosa che i bulbi odiano è l’eccesso di acqua, perché li fa marcire. Il terreno ideale è dunque molto friabile, leggero, permeabile. Cominciamo quindi col determinare il tipo di terreno che abbiamo a disposizione. Bagniamolo e stringiamone un po’ nel pugno: se tende ad agglomerarsi e compattarsi è argilloso, se tende s scivolare tra le dita è sabbioso. Se la terra è argillosa il bulbo marcisce, mentre nel secondo caso vive benissimo.

Se pensiamo di fare un’aiuola di bulbose dobbiamo quindi predisporre il terreno ad accoglierli. Vanghiamo in profondità per rigirare il terreno ed eliminare sassi, radici e tracce di piante precedenti. Se il nostro terreno è argilloso dobbiamo mescolare tanta sabbia (non di mare, mi raccomando) e torba (questa la compriamo in sacchi al garden center) fino a sentire che la terra è diventata leggera e friabile.

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COSA SAI DI IDROCOLTURA?

martedì 14 ottobre, 2014

L’idrocoltura o, detta con un parolone, coltivazione idroponica, è una tecnica antica che la scienza moderna ha riscoperto e perfezionato.

Può rappresentare, a ragione, la soluzione per chi non ha tempo da dedicare alle piante, per chi è distratto, per chi, avendo animali in casa, non vuole avere terra o ciotole d’acqua sul pavimento.

La terra, si dice, è un grande laboratorio chimico, capace di trasformare gli elementi in essa presenti in sostanze facilmente assimilabili dalle radici delle piante. Verissimo, ma è altrettanto vero che l’assimilazione avviene attraverso l’acqua, il vero veicolo che permette di trasferire le sostanze utili dalle radici a tutta la pianta. Lo avevano capito gli antichi Babilonesi che avevano realizzato i famosi giardini di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo, e lo avevano capito gli Aztechi che avevano delle grandi coltivazioni idroponiche.

Nella sostanza, nell’idrocoltura non si usa la terra, ma solo acqua. Al posto della terra si impiega un materiale inerte, come l’argilla espansa (in pezzatura piccola, 4-6 mm, meglio di quella più grossa che usiamo come fondo di drenaggio per i vasi) e contenitori non dotati di foro di drenaggio. L’argilla ha il solo compito di permettere l’ancoraggio delle radici. L’acqua viene arricchita periodicamente con speciali concimi che forniscono alla pianta tutto il nutrimento di cui ha bisogno per svilupparsi. La pianta ha inizialmente le radici completamente sommerse; poi, man mano che l’acqua viene assorbita o evapora, le radici si trovano “scoperte”, ma mantenute umide dall’argilla espansa e dall’umidità presente nel vaso. Quando l’acqua finisce, si riempie il vaso e il ciclo ricomincia; è l’alternanza di pieno/vuoto che permette alla pianta di sopravvivere.

Quando le radici sono bagnate dall’acqua assorbono nutrimento, quando restano solo umide respirano. Non coltiviamo infatti piante acquatiche, ma possiamo coltivare qualsiasi tipo di pianta, anche di tipo orticolo. Si tratta di una coltivazione estremamente pulita, ideale in casa e in ufficio, dove sono presenti persone malate ed è richiesta un’igiene particolare, dove non si desidera che vi sia terra per casa.

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TORNIAMO A PENSARE AL VERDE DI CASA

venerdì 10 ottobre, 2014

Con l’arrivo delle prime giornate fresche e soprattutto considerando la temperatura notturna, conviene ormai riportare in casa le piante che abbiamo messo all’aperto durante la bella stagione: il ficus, il filodendro, il tronchetto, la dracena…
Mettiamole inizialmente davanti a una finestra in modo che abbiano modo di abituarsi poco alla volta alla differenza di luce e, con la prima annaffiatura, forniamo loro un po’ di fertilizzante per piante verdi.

La loro sistemazione definitiva dovrà essere una posizione luminosa, non colpita da sole diretto (se non per poche ore al giorno) e lontano da fonti di calore. Quando, tra qualche giorno, accenderemo il riscaldamento, l’ambiente in casa diverrà più secco e, a fronte di una maggiore temperatura, ideale per le nostre piante di origine tropicale, il clima asciutto tenderà a farle soffrire. Predisponiamo dunque le vaschette umidificatrici sui termosifoni o procuriamoci un umidificatore (ne esistono di bellissimi, a ultrasuoni, silenziosissimi ed efficaci) in modo da mantenere l’ambiente sempre alla giusta umidità: respireremo meglio noi e staranno meglio le nostre piante.

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GIA’ PIANTATI I “SETTEMBRINI”?

venerdì 3 ottobre, 2014

Nonostante il tempo inclemente che ha caratterizzato quest’anno, alla fine dell’estate compaiono sui banchi dei vivaisti e dei garden center gli astri, comunemente chiamati settembrini.

Sono piante semplici da coltivare come bordura o nei vasi da mettere sui davanzali o sul terrazzo, anche insieme ad altre piante più grandi. Gli astri amano solo avere un’esposizione luminosa e un terreno sempre umido.

Se abbiamo dei vasi a riserva d’acqua, ci basterà arricchire il terreno in cui li mettiamo con un buon concime granulare per piante fiorite. Il vaso a riserva d’acqua è di rigore sia perché assicuriamo la costante umidità del terriccio con il minimo impegno da parte nostra, sia perché eviteremo il sottovaso e la possibilità di sporcare mobili o pavimento. Sul terrazzo è la fioriera Trifoglio che, come in tante altre occasioni, diventa protagonista con i settembrini: scegliamo una posizione luminosa e riparata dal vento e otterremo il massimo.

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Il vaso a riserva d’acqua è di rigore sia perché assicuriamo la costante umidità del terriccio con il minimo impegno da parte nostra sia perché eviteremo il sottovaso e la possibilità di sporcare mobili o pavimento.

Un terreno ricco e sempre umido è la base per ottenere una produzione di fiori continua. Se poi tagliamo i fiori appena appassiscono otterremo di prolungare la fioritura fino ai primi geli.

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