Il giardino di Bama

PERCHE’ SAN VALENTINO NON APPASSISCA SUBITO

venerdì 20 febbraio, 2015

A San Valentino è giustamente tutto uno scambio di fiori e di baci. Sui secondi non possiamo ovviamente dare consigli, ma sui primi, l’eterno problema è: come farli durare?

Ci sono alcuni piccoli trucchi per farli durare a lungo in acqua.
Innanzitutto, tagliamo sempre uno o due centimetri del gambo, ma facciamolo tenendolo in un contenitore pieno d’acqua: in questo modo i capillari del fusto non verranno otturati da piccole bollicine d’aria.

Alcuni gambi hanno al loro interno del lattice; questa sostanza potrebbe, solidificandosi, ostruire parzialmente il fusto. Per evitarlo, sciacquiamo la parte tagliata sotto l’acqua tiepida.

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Altri fiori prevedono un fusto cavo (i girasoli, gli agapanti, gli amarilli, ad esempio). Per questi il trattamento migliore è cauterizzare il punto tagliato sulla fiamma di un fornello: bastano pochi secondi ovviamente.

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Infine, ci sono quelli il cui fusto appare legnoso o quasi (è il caso della rosa, ad esempio). Per permettere un migliore assorbimento dell’acqua, schiacciamo l’ultimo centimetro di fusto con un martello o un batticarne.

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Per le rose a stelo lungo, in particolare, è importante tagliare ogni giorno uno o due centimetri di fusto e rinnovare l’acqua tutti i giorni.

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CHI ERA SAN VALENTINO?

martedì 17 febbraio, 2015

Di San Valentino si è scritto tanto, ma di certo c’è che è vissuto tra il 176 e il 273 d.C. e che è venerato santo dalla Chiesa Cattolica, da quella ortodossa e anche da quella anglicana, considerato da sempre patrono degli innamorati.

La sua tomba, nelle catacombe al II miglio della via Flaminia a Roma, indica che subì il martirio proprio nella capitale, probabilmente per decapitazione. Le sue spoglie, inizialmente tumulate sulla collina di Terni, vennero “spartite” tanto che oggi si possono trovar reliquie del santo in diverse regioni e persino a Dublino.

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Questo vescovo romano, martirizzato alla veneranda età di 97 anni, ebbe la capacità di portare al cristianesimo moltissime persone, anche di alto rango, ed era già ampiamente venerato in vita, tanto che si racconta che la sua decapitazione avvenne lontano dalla città, quasi di nascosto (contrariamente alle usanze), proprio per impedire che si scatenassero tumulti popolari.

Le leggende legate a questo santo sono tante. Tra queste il fatto che, quando era Vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino, benché l’unione fosse ostacolata dalla famiglia di lei. Nonostante Serapia fosse gravemente malata, conscio di cosa avrebbe comportato per la sua posizione il matrimonio con una cristiana, Sabino chiese di essere unito in matrimonio. Valentino lo battezzò e li sposò; la storia narra che i due giovani morirono entrambi, subito dopo il matrimonio.

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La festa di San Valentino si celebra da IV secolo (sostituì probabilmente la festa pagana dei Lupercalia, che si svolgeva tra il 13 e il 15 febbraio in onore del dio Fauno); oggi è diffusa in tutto il mondo.

VOGLIA DI PRIMAVERA

venerdì 13 febbraio, 2015

Anche se la primavera è lontana, la voglia di primavera comincia a farsi sentire.

Niente di meglio che sfogarla con qualche semina che ci permetta di vedere, giorno dopo giorno, avvicinarsi la bella stagione.

Non serve molto e non dobbiamo nemmeno sporcare: procuriamoci innanzitutto dei contenitori per le uova: quelli di cartone vanno benissimo. Invece di buttarli nella pattumiera li trasformeremo in vasetti da semina. Unica cosa che dobbiamo comprare è del terriccio da semina e, ovviamente, almeno una bustina di semi, magari da condividere con qualche amica.

Mettiamo i contenitori delle uova in un sottovaso lungo e stretto, quelli tipici delle cassettine; riempiamoli di terriccio da semina e mettiamo due-tre semi per ogni celletta. Bagniamo la superficie con lo spruzzatore e mettiamo un dito d’acqua anche nel sottovaso così che, bagnando il terreno da sotto, lo mantenga umido. Copriamo il tutto con la pellicola per alimenti e mettiamolo sul davanzale della finestra, in piena luce, una spanna sopra il calorifero magari.

Possiamo seminare il basilico, ad esempio, oppure gli immancabili pomodori, i peperoni, le melanzane, ma anche qualche pianta da fiore. Appena spuntano dei germogli dal terreno, togliamo la pellicola. Manteniamo sempre umido il terreno finché le piantine non saranno abbastanza grandi da poter essere maneggiate.

Kit 3 fioriere Orto

Solo allora potremo rinvasarle in vasi più grandi. Se abbiamo l’Orto di Bama sul terrazzo avremo a disposizione già delle piantine ben formate al minimo prezzo.

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PERCHE’ IL FREDDO FA MALE?

martedì 10 febbraio, 2015

Perché le piante soffrono tanto il freddo, mi chiede una signora. Ed è presto detto.

Le piante si sono evolute partendo da località mediamente calde e colonizzando successivamente zone sempre più fredde. In montagna troviamo piante che normalmente vivono a temperature ben al di sotto di quelle a cui noi siamo abituati e non soffrono per questo.

Le piante dotate di un tronco hanno una naturale protezione nel legno che le ricopre.

Le erbacee invece rimangono più esposte ai rigori dell’inverno. È la parte acquosa che compone i fusti, le foglie, la linfa stessa che tende a gelare provocando la morte della pianta.

Alcuni vegetali hanno sviluppato per questo dei veri e propri antigelo; è il caso di alcune piante grasse che, a dispetto di quanto si possa pensare, sopravvivono al gelo che caratterizza il deserto durante la notte e lo fanno proprio grazie a una sostanza che, attraverso la linfa, pervade ogni parte della pianta.

La parte aerea è ovviamente la più esposta al gelo, mentre le radici sono normalmente protette dalla terra che le circonda. E più profonde sono le radici e meno risentono del gelo.

Una piantina in un vaso piccolo può gelare facilmente; se messa in un vaso grande può sopravvivere.

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SEMINIAMO ORA L’ORTO DI DOMANI

venerdì 6 febbraio, 2015

Ecco qualcosa che possiamo fare già in queste settimane e in cui possiamo coinvolgere i nostri bambini. Produciamo delle piante da orto, partendo dal seme.

Possiamo acquistare i semi in un garden center, oppure farceli dare da qualche amico che ha l’orto o, ancora, prenderli direttamente dal pomodoro che abbiamo portato in tavola.

Procuriamoci un vaso; quelli a riserva d’acqua, come la fioriera Brezza di Bama, si dimostrano vincenti anche in questa attività perché mantengono costante l’umidità del terreno e ci tolgono l’incombenza di controllare e aggiungere acqua con il rischio di eccedere o dimenticarcene.

fioriera Brezza        fioriera Brezza

Possiamo cimentarci con i pomodori, ma anche con i peperoni, le melanzane, il prezzemolo o l’insalata da taglio.

Acquistiamo un sacchetto di terriccio da semina (è già setacciato, esente da parassiti inopportuni, morbido e ricco di sostanze nutritive), riempiamo il nostro vaso e mettiamovi i semi, affondandoli appena nel terreno. Annaffiamo e riempiamo il serbatoio dell’acqua.

Chiudiamo con la pellicola per alimenti e mettiamo il nostro vaso in una posizione luminosa e calda; il davanzale della finestra va benissimo. Nel giro di pochi giorni (secondo la specie, da 5 a 10 giorni) vedremo spuntare le prima piantine (a questo punto togliamo la pellicola) ed entro un mese avranno delle foglie e un fusto ben visibile.

Possiamo lasciarle crescere fino a oltre venti centimetri prima di rinvasarle o metterle in piena terra.

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DOPO LE MEZZE STAGIONI…

martedì 3 febbraio, 2015

A guardare il clima in questi giorni verrebbe da dire che non solo le mezze stagioni non sono più quelle di una volta, ma nemmeno le stagioni. Neve al Sud, bel tempo al Nord, gelo al mattino, quasi primavera a mezzogiorno…
Anche le piante sembrano un po’ disorientate: la rosa ha aperto timidamente alcune gemme, che verranno inevitabilmente “bruciate” alla prima inevitabile gelata. Meno male che non l’ho ancora potata, anche se capire quando farlo diventa veramente arduo. Bisognerebbe farlo due settimane prima del risveglio vegetativo, ma quest’anno, sarà come vincere un terno al lotto.

Anche il Gelsomino di San Giuseppe, invero tra le prime piante a fiorire, anche prima della forsizia e della magnolia giapponese, ha provato ad aprire delle gemme, come per fiorire, ma si è poi bloccato sentendo il freddo “frizzantino” della notte.

  

Le nostre piante sono messe a dura prova e noi non possiamo far altro che stare a guardare e rimandare con prudenza qualsiasi lavoro di giardinaggio ci venga in mente a tempi, o meglio a climi più certi.

Possiamo giusto, nelle ore più calde di qualche giornata finto-primaverile, aprire un poco le serrette per scongiurare qualche possibile malattia fungina, sempre in agguato, e controllare la copertura del colletto delle piante rincalzando un po’ di corteccia. Il resto è una scommessa.

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