Il giardino di Bama

TANTA VOGLIA DI PIMAVERA

venerdì 29 gennaio, 2016

Sembrano così lontani, in questo periodo, i giorni in cui ci lamentavamo per il caldo… È incredibile quanto possa variare il clima per quei pochi gradi di inclinazione terrestre.

Siamo vicini al sole, come succede in estate, ma dobbiamo combattere contro il freddo anziché contro il caldo. Ma le piante, come vivono queste escursioni termiche? Come possono sopravvivere? E sono veramente “in letargo”?

Ci viene subito da pensare che le piante sono abituate a questi ritmi da molto più di noi, sono nate e si sono evolute con questi ritmi e molte di loro sono sopravvissute anche a periodi glaciali, nel vero senso della parola.

Lo scudo termico rappresentato dal tronco fa la sua parte evitando che i sottili vasi linfatici al suo interno scendano a una temperatura di congelamento. Molte piante hanno persino sviluppato una specie di anticongelante che le rende immuni dai rigori dell’inverno. Altre, soprattutto erbacee, ma non solo, lasciano al loro destino la parte aerea, lignificando il possibile ma lasciando morire tutto ciò che non potrebbe resistere al gelo; salvo poi rinascere ai primi tepori e sorprendendoci ogni volta per la loro capacità di rinascita. Pensiamo alla clematide, alla fucsia, alla stessa stella di Natale…

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Durante l’inverno, si dice, le piante entrano in una sorta di letargo; non è del tutto vero. La fotosintesi si interrompe perché non ci sono le foglie che la svolgono e quindi le sostanze non vengono trasformate in zuccheri, l’anidride carbonica non viene scissa in Ossigeno e Carbonio, l’intera pianta appare come legno inanimato. Ma noi sappiamo che invece è solo in stato difensivo; ha eliminato tutto ciò che, gelando, può diventare un danno e concentra la sua attività sotto terra. Le radici si rinforzano: sfruttando il fatto che sotto terra il gelo non arriva (non in profondità), continuano a lavorare accumulando sostanze di riserva che serviranno proprio quando la pianta dovrà tornare a vegetare.

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In quel momento, a primavera, lo sforzo della pianta dovrà essere massimo, non solo per produrre nuove foglie e nuovi rami, ma anche per predisporsi alla fioritura.

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METTIAMOLA AL FRESCO

martedì 26 gennaio, 2016

La nostra stella di Natale ha probabilmente perso gran parte della sua bellezza originaria. Colpa della temperatura di casa e soprattutto del clima asciutto degli ambienti.

Trattandosi di una pianta di origine brasiliana, è abituata in natura a vivere con un’umidità ambientale ben superiore a quella tipica delle nostre case.

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Se i fiori, in realtà formati da brattee, cioè da foglie modificate e colorate, di rosso, di rosa di bianco, sono ormai sfioriti, tagliamone gli steli. Togliamo anche senza paura le foglie che si presentassero rovinate. Mettiamo quindi la pianta in un ambiente fresco, ma luminoso: può andare bene il pianerottolo di casa, l’ingresso dell’ufficio (di solito è più fresco), la cantina se dotata di una finestrella.

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La pianta continuerà a perdere le foglie e rimarrà completamente sguarnita nell’arco di poche settimane. Niente paura: tagliamo i fusti a quattro dita dal terreno e lasciamo che si goda il suo “riposo vegetativo”.

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METTI UNA PIANTA VICINO AL COMPUTER

venerdì 22 gennaio, 2016

Molti degli apparecchi elettronici di uso quotidiano emettono onde elettromagnetiche che finiscono col colpire anche il nostro corpo: parliamo del computer, ma anche del telefonino, del tablet e di qualsiasi apparecchio dotato di wi-fi o Bluetooth.

Queste onde elettromagnetiche, benché di bassa intensità e strettamente regolamentate nella loro dispersione, incidono sul nostro organismo in ragione della vicinanza all’apparecchio e alla durata dell’esposizione.

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Per questo si dice che è meglio usare l’auricolare che mettersi il telefono vicino all’orecchio (e dunque al cervello). Ma non meno problemi dovremmo porci con il computer davanti al quale magari passiamo molte ore al giorno.

          

Le piante anche in questo caso ci vengono incontro: ve ne sono alcune come la Kalanchoe che ha la capacità di assorbire molte di queste onde elettromagnetiche evitando che ci colpiscano. Nella foto Fioriera Brick di Bama

La Kalanchoe è una piccola pianta crassulacea, caratterizzata da dimensioni contenute (generalmente non supera i 30 cm) e da foglie carnose e lucide. Fiorisce a primavera con fiori gialli, rosa, rossi riuniti mazzetti. Non ha bisogno pressoché di nulla se non di un po’ di luce e un terreno fertile mantenuto umido.

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LA RISERVA D’ACQUA: UN VERO TOCCASANA

venerdì 15 gennaio, 2016

I vasi a riserva d’acqua sono senza dubbio la migliore invenzione per il giardinaggio.

Non solo ci evitano continue annaffiature con il rischio di annegare le piante, ma assicurano alle piante stesse le migliori condizioni di vita. Ottima la Fioriera Brezza di Bama.

fioriera Brezza

Il terreno infatti a livello delle radici, rimane sempre umido, condizione essenziale perché la pianta possa svolgere con le radici le sue funzioni di assimilazione e trasformazione dei nutrienti. Inoltre hanno un secondo effetto benefico: dal momento che il terreno rimane sempre un poco umido, l’evaporazione che sale da esso rinfresca la pianta ed evita che il clima asciutto della casa la faccia seccare.

fioriera Brezza                    fioriera Brezza

A noi basterà controllare una volta alla settimana che il livello dell’acqua sia corretto per essere certi di avere fatto tutto quanto sia necessario (oltre alla posizione, ovviamente). Una comodità che oltre a conservare in salute le piante ci permetterà di avere un angolo di verde sempre invidiabile.

IL PERIODO PIU’ BRUTTO DELL’ANNO

mercoledì 13 gennaio, 2016

Passato il periodo natalizio inizia per le nostre piante di casa il periodo più duro dell’anno.

La scarsità di luce (anche in termini di ore di luce), il riscaldamento degli ambienti, la possibilità di correnti d’aria fredda (se solo apriamo le finestre per cambiare l’aria) mettono a dura prova le nostre piante che vorrebbero vivere in un ambiente luminoso, molto umido e caldo.

Di positivo c’è che tra dieci settimane entriamo in primavera e che con qualche piccola astuzia possiamo far resistere le nostre piante per un così breve periodo: evitiamo innanzitutto di far prendere loro aria fredda, sistemandole vicino alla finestra ma aprendo l’anta in modo che rimangano protette dall’aria diretta.

In secondo luogo cerchiamo di umidificare l’ambiente: Oltre agli umidificatori da mettere sui termosifoni (pratica comunque valida anche per farci respirare meglio), ci basterà lavare il pavimento, stirare a vapore, mettere dei panni ad asciugare nella stanza. Tutto serve per aumentare l’umidità relativa: anche mettere una pentola di acqua bollente nella stanza può servire. Se l’umidità è insufficiente (teniamo presente che la maggior parte delle piante che teniamo in casa sono di origine tropicale) le punte delle foglie si seccano.

Nebulizziamo dell’acqua non calcarea sul fogliame due volte alla settimana: la pianta rimarrà fresca e umida quanto basta.

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