Il giardino di Bama

Come raccogliere il basilico

mercoledì 12 luglio, 2017

Basilico | Il Giardino di Bama

Chi non ha almeno una piantina di basilico da usare fresco nelle proprie ricette? È un piacere vederlo crescere rigoglioso e fare tante foglie profumate. E ha bisogno di così poco: tanto sole e acqua regolare.

Quando desideriamo utilizzarne le foglie, iniziamo sempre col prendere la cima. Si spezza facilmente con le dita e non servono le forbici. Non temiamo con questo di limitare lo sviluppo della pianta; cimandola tende a produrre nuovi fusti e a ingrandire le foglie rimanenti. Inoltre, cimandola, impediamo che faccia il fiore cosa che fa invecchiare la pianta in poche settimane. Inoltre, se prendiamo delle foglie grandi (quelle alla base sono le più grandi) non prendiamone mai per più del 50% di quelle disponibili o indeboliremmo la pianta che faticherebbe a riprendersi.

Se desideriamo raccoglierlo tutto per conservarlo, facciamolo al mattino presto, quando gli oli essenziali sono maggiormente presenti nelle foglie. Laviamolo e congeliamolo subito: se, invece dei sacchetti, usiamo una scatola di polistirolo (quelle che si usano per i gelati) ed evitiamo di premerlo, le foglie congeleranno e rimarranno più facilmente disponibili per lungo tempo.

Tanta acqua e poco concime

martedì 4 luglio, 2017

Annaffiatoio Bama

In queste settimane di gran caldo le nostre piante possono facilmente entrare in sofferenza per mancanza di acqua. Le piante la utilizzano, oltre che per veicolare le sostanze nutritive attraverso tutti i tessuti, anche per raffreddare le foglie mediante la traspirazione.

La mancanza di acqua si traduce perciò nell’impossibilità per la pianta di sopperire al calore; prima si affloscia (è un meccanismo naturale per limitare l’incidenza del sole sulle foglie e contenere l’acqua disponibile nel fusto) e poi, se la siccità perdura, le foglie seccano.

Per evitare problemi basta mantenere umido il terreno, cosa invero non sempre facile, specialmente nei vasi piccoli, non dotati di riserva d’acqua. Il terreno nei vasi tende ad asciugare velocemente, vuoi perché sottoposti direttamente al calore del sole, vuoi per evaporazione dalla superficie. Prendiamo perciò la buona abitudine di annaffiare le nostre piante alla sera, quando il sole è già tramontato, o al mattino presto. In questo modo il terreno non è più caldo ed evitiamo shock termici causati da un’acqua troppo fredda; la pianta avrà molte ore per godere dell’acqua che abbiamo fornito prima che l’evaporazione inizia ad asciugare il terreno.

Evitiamo comunque di bagnarle troppo, ma assicuriamoci sempre che la superficie del terreno sia effettivamente asciutta. Nel dubbio, infiliamo una matita nel vaso ed estraiamola: se appare asciutta è bene annaffiare, se appare umida, possiamo invece aspettare.

Evitiamo invece di fornire concime alla piante, sia esse verdi, da fiore o ortaggi; il concime aumenta il fabbisogno di acqua ed quindi meglio evitarlo finché le temperature si mantengono alte.

Usiamo bene i vasi a riserva d’acqua

giovedì 22 giugno, 2017

Vasi a riserva d'acqua | Il Giardino di Bama

I vasi a riserva d’acqua sono una grande invenzione che ci permette di mantenere le piante sane anche durante le settimane più calde dell’anno senza preoccuparci di annaffiarle tutti i giorni. Il loro principio di funzionamento prevede che l’acqua posta alla base del vaso mantenga umido il terreno sovrastante per capillarità. Per questo vanno preparati ed usati in modo diverso da quelli tradizionali.

Innanzitutto non dobbiamo mettere lo strato di drenaggio (solitamente ghiaia o argilla espansa), ma dobbiamo versare la terra sopra l’apposita grata posta sopra il fondo vero e proprio del vaso. Usiamo terriccio di qualità, non sfruttato da altre piante, ma acquistato in sacco e scelto per la presenza di torbe bionde selezionate.

È importante che il terreno in cui coltiviamo le nostre piante abbia un buon contenuto di torba perché ad essa si deve la ritenzione idrica necessaria per mantenere umide le radici. Annaffiamo normalmente la nostra pianta e riempiamo quindi la riserva d’acqua come indicato dall’ampolla. In questo modo l’acqua contenuta sotto la grata su cui abbiamo versato il terreno manterrà normalmente umido il terreno sovrastante senza infradiciarlo.

A noi basterà, di tanto in tanto, controllare il livello della riserva d’acqua e, se necessario, ripristinarlo. Niente di più facile per avere piante sempre in forma.

Se ti servono vasi a riserva d’acqua, quelli di Bama sono davvero belli! Clicca qui.

Parliamo ancora di piante velenose

giovedì 20 aprile, 2017

Piante velenose

Nel precedente intervento ho affermato che tutte le piante sono potenzialmente velenose e qualcuno si è giustamente allarmato. L’affermazione deriva dal fatto che le piante, per esser giunte fino a noi con un evoluzione di tre miliardi di anni, hanno dovuto attrezzarsi, per così dire, contro tutti potenziali nemici, insetti ed erbivori. Se così non fosse stato, una qualsiasi specie particolarmente appetibile, sarebbe scomparsa. Invece le piante, proprio per difendersi dai parassiti e dagli animali che se ne volevano cibare, hanno sviluppato dei meccanismi difensivi che prevedono, tra l’altro, anche la produzione di essenze repellenti o tossiche.

Tutte le piante ne sviluppano e tutte perciò sono potenzialmente tossiche. Quelle che noi definiamo aromatiche, sono piante che hanno sviluppato essenze che allontanano taluni parassiti, ma che risultano innocue per gli esseri umani. Alcuni esempi utili per chi in questi giorni sta preparando l’orto: il basilico è un buon repellente dell’oidio, l’aglio tiene lontano i vermi dal terreno e gli afidi dalle foglie, il geranio tiene lontane le zanzare (in uno stretto raggio).

Prendiamo come esempio una pianta che possiamo facilmente trovare anche nei nostri prati: la cicuta. Potrebbe essere scambiata per una grossa pianta di prezzemolo, ma è tra le piante più tossiche. La maggiore concentrazione degli alcaloidi mortali che produce è nel frutto immaturo (quasi l’1%). La concentrazione si dimezza quando il frutto è maturo. È evidente come la pianta tende con questa tossicità a difendere il frutto e il seme che contiene.

Anche il pomodoro, se consumato acerbo, è tossico (contiene solanina, la stessa sostanza che troviamo nella buccia verde delle patate); la tossina scompare completamente quando il frutto è maturo. Ovviamente, non tutte le tossine prodotte sono mortali e non tutte hanno effetto su tutti gli essere viventi. Per tornare alla cicuta, ad esempio, può essere letale per cavalli, pecore e mucche, ma i volatili ne sono completamente immuni.

Un bagno immerso nel verde

mercoledì 15 marzo, 2017

Un bagno immerso nel verde | Il Giardino di Bama

A chi non piacerebbe fare il bagno o la doccia contornati da una ricca vegetazione? Eppure basta molto poco: ci basta avere un bagno mediamente luminoso dove la luce possa filtrare per alcune ore al giorno. E ovviamente dei vasi adatti, meglio se a riserva d’acqua.

Il bagno è la stanza normalmente più umida e per questo è ideale per far vivere piante di origine tropicale come il filodendro, il potos, il gelsomino, la dracena, ma anche le felci.

Possiamo semplicemente cominciare con una pianta di potos, di poco costo e vedere nelle prossime settimane come si comporta. In questo periodo forse crescerà poco, ma a noi basta sapere che abbia abbastanza luce e possa facilmente ricadere o arrampicarsi su un qualsiasi sostegno.

Se vediamo che la nostra pianta vive bene possiamo allora pensare di mettere qualche pianta più grande, se abbiamo lo spazio, oppure di far arrampicare il nostro potos su un graticcio da mettere a ridosso della vasca da bagno come un separé, o ai lati della specchiera.

La fioriera “Brick”

lunedì 6 febbraio, 2017

Bama - Fioriera componibile Brick

Le fioriere Brick sono l’idea che non c’era: grazie alla loro componibilità permettono di realizzare elementi di separazione, giardini verticali, per delimitare gli spazi in giardino, creare percorsi o arredare angoli vuoti. Il kit comprende cinque fioriere da 59x23x27 cm ognuna che possono essere facilmente impilate a piacere seguendo linee rette o curve, secondo il disegno e l’altezza desiderate. Un sistema di autoirrigazione e riserva d’acqua rende molto semplice prendersi cura di questa composizione: basta infatti bagnare il vaso più alto per veder distribuita l’acqua su tutti i vasi.

Bama - Fioriera componibile "Brick"

Un gioco da ragazzi
Le fioriere Brick si impilano e si compongono come in un gioco di costruzioni. Il sistema brevettato che le caratterizza ne permette infatti l’assemblaggio, senza attrezzi, in qualsiasi posizione. In pochi minuti è possibile disporle per formare un separé, creare una zona riservata del giardino o nascondere la zona di compostaggio. Possiamo utilizzarle per creare un giardino o un orto verticale, dividere due terrazzi confinanti, arredare l’ufficio o abbellire l’ingresso. Le fioriere possono essere assemblate seguendo una qualsiasi linea retta o curva e fino all’altezza desiderata: non ci sono limiti alla fantasia e il loro utilizzo permette di risolvere in pochi minuti qualsiasi progetto abbiamo in mente.

Bama - Fioriera Componibile "Brick"

Un’irrigazione geniale
Le fioriere Brick sono dotate di uno speciale sistema di autoirrigazione grazie al quale basta annaffiare il vaso più in alto perché l’acqua si distribuisca su tutte le fioriere collegate. Una bolla posta sul lato lungo della fioriera permette di evidenziare il livello dell’acqua. Ogni fioriera è a riserva d’acqua; una grata separa la terra dall’acqua sottostante. Questa, evaporando, mantiene umido il terreno senza infradicirlo. Non serve annaffiare tutti i giorni: la fioriera Brick mantiene il terreno umido quanto basta a garantire le migliori condizioni di sviluppo delle piante.

Bama - Fioriera componibile "Brick" Irrigazione

Materie prime di qualità
Le fioriere Brick sono realizzate con una speciale resina completamente riciclabile e trattata contro i raggi UV. Il loro aspetto e il loro colore rimane inalterato nel tempo, siano esse esposte al sole o abbandonate al gelo invernale. Non si deformano col tempo e non contengono coloranti tossici. Possiamo utilizzarle con sicurezza anche per realizzare il nostro orto verticale sul terrazzo e coltivare con successo qualsiasi ortaggio o pianta aromatica.
Ogni kit mette a disposizione cinque fioriere e tutti gli accessori per il loro assemblaggio; possiamo sceglierle nel colore bianco, grigio o terracotta.

Poca acqua e tante cure

martedì 24 gennaio, 2017

Annaffiatoio Bama

In inverno la domanda è sempre la stessa: quanto devo bagnare le mie piante? Poco, molto poco, è la risposta giusta. Benché si tratti di piante verdi, sono anch’esse in riposo vegetativo e bevono molto poco in queste settimane invernali.

Il consumo di acqua è da attribuire per lo più all’evaporazione dal vaso. La nostra preoccupazione deve essere concentrata sul mantenere il terreno idratato cioè appena umido, quanto basta a non far seccare le radici. Un bicchierino di acqua alla settimana può normalmente bastare, due per i vasi più grandi, ma non di più.

È utile invece lavare periodicamente le foglie usando un batuffolo di cotone o, se le dimensioni lo consentono, mettendo la pianta sotto la doccia. Una volta al mese possiamo anche mettere il vaso in acqua, nel lavandino o in un catino, per inumidire completamente il terriccio.

Cerchiamo di fornire alla pianta quanta più luce possibile ed evitiamole le correnti di aria fredda. Possiamo anche evitare di concimarla fino alla fine di febbraio e preoccuparci piuttosto che passi l’inverno indisturbata nel suo sonno. Non c’è quasi nulla che possiamo fare perché stiano meglio. Se vediamo che le punte delle foglie tendono a seccare, spruzziamo dell’acqua sull’intera pianta e cerchiamo di aumentare l’umidità dell’ambiente.

Acqua solo quanto basta

mercoledì 21 dicembre, 2016

In casa, è risaputo, che le piante muoiono più facilmente per la troppa acqua che per siccità. Il fatto è che, ogni volta che siamo nel dubbio, annaffiamo più del necessario. Di regola basterebbe tenere il terriccio idratato quanto basta, cioè appena umido, per evitare alle radici di seccare.

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Proteggiamo i gerani

mercoledì 7 dicembre, 2016

I gerani (il loro vero nome è pelargoni) sono piante molto curiose. Le trattiamo come fossero delle piante da fiore qualunque, ma hanno alcune caratteristiche che le differenziano nettamente dalle altre che teniamo normalmente sul balcone o alle finestre. Originari del Sud Africa, si sono evoluti in condizioni molto diverse da quelle in cui le coltiviamo. Le loro foglie carnose e i loro fusti sono delle vere riserve d’acqua. Ai limiti del deserto, dove sono stati trovati la prima volta, hanno imparato a conservare l’acqua al loro interno (un po’ come fanno le piante grasse) per resistere alla siccità e agli sbalzi di temperatura tipici del luogo.

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Ci piacciono i kaki? Seminiamoli

mercoledì 23 novembre, 2016

Uno dei piaceri del giardinaggio è quello di vedere crescere, quasi dal nulla, una pianta. Eppure, curiosamente, abbiamo perso l’abitudine di usare i semi che abbiamo in abbondanza. È il caso del kako (possiamo scriverlo come vogliamo, tanto il suo nome vero è Diospyros kaki, ma nessuno lo chiama così) che contiene molti semi, piuttosto belli per la verità. A cosa serve un seme se non a produrre una nuova pianta?

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